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Informazioni su Arch. Luca Maioli

Architetto specializzato in Conservazione del Patrimonio Architettonico ha collaborato con studi di architettura a Milano, Roma e presso l'Instituto de Restauración del Patrimonio (IRP) a Valencia in Spagna, per la quale ha seguito diverse pubblicazioni circa le tecniche premoderne. Dal 2010 con l'accreditata Agenzia CasaClima matura un sempre maggiore interesse per la sostenibilità energetica e ambientale. Attualmente da libero professionista collabora con varie imprese artigiane nella progettazione e ristrutturazione di immobili e cura le pubblicazioni di Lacasapensata.

documenti chiedere all' impresa edile

Quali documenti chiedere all’impresa edile

Che documenti deve avere l’impresa edile che ristruttura?

Prima di affidare i lavori di ristrutturazione ad un’impresa edile, soprattutto se non ci si affida ad un tecnico di fiducia, è buona cosa sapere quali sono i documenti da farsi consegnare.

  1. IL CONTRATTO

    Quali documenti chiedere all’impresa edile:
    Tra di documenti da farsi consegnare dall’impresa edile il più importante è sicuramente il contratto scritto, con indicati i costi unitari e a corpo di ogni lavorazione. É importante che ci sia sempre un accordo scritto perchè le lavorazioni possono cambiare in corso d’opera ed entrambe le parti si devono tutelare. É consigliabile indicare una data di fine lavori e contestuale consegna dell’immobile. Se un ritardo comportasse un qualsiasi tipo di problema, chiedere una penale all’impresa edile per ogni giorno di ritardo. Ovviamente se durante i lavori ci sono stati degli extra non previsti che hanno allungato i lavori bisogna tenerli in considerazione.

  2. DURC E VISURA CAMERALE

    Quali documenti chiedere all’impresa edile:
    Il termine DURC significa Documento Unico di Regolarità Contributiva ed è un documento che bisogna esibire in caso di controllo dell’Agenzia delle Entrate.
    In sintesi il DURC stabilisce che l’impresa è in regola con i suoi pagamenti, quindi ci si può avvalere dell’impresa edile per la propria ristrutturazione.
    Il DURC è un documento che bisogna chiedere sempre all’impresa edile prima di ogni ristrutturazione. In assenza di tale documento si rischia di perdere le detrazioni e di risarcire le somme dovute.

     

    documenti dell'impresa edile
    Quali documenti chiedere all’impresa edile: il DURC è un documento fondamentale per non rischiare di perdere le detrazioni fiscali


    ATTENZIONE
    perchè il DURC ha una validità limitata!
    Essendo uno strumento di controllo, il DURC ha una validità limitata, quindi bisogna sempre controllare che rientri nel periodo di validità e che non sia scaduto.

    Altro documento da farsi consegnare dall’impresa edile è la visura camerale.
    La visura camerale non è un documento da esibire, ma contiene le informazioni necessarie per la compilazione delle pratiche edilizie, siano CILA, SCIA o PDC.

  3. COMUNICAZIONE DI INIZIO LAVORI

    Quali documenti chiedere all’impresa edile:
    In ogni ristrutturazione è necessaria una comunicazione di inizio lavori, sia una CIL, una CILA, una SCIA o un PDC.
    Tante volte le imprese edili promettono costi azzerati per la redazione delle pratiche edilizie e dei permessi necessari. Per esperienza personale posso dire però che nella maggior parte dei casi le imprese edile passano la pratica ad un professionista esterno,  incrementando gli importi di ogni singola lavorazione per coprirne il costo.

    Chi promette pratiche edilizie a costo zero, o mente oppure lavora in forma gratuita…

    Recentemente una signora poi divenuta cliente  mi ha contattato perchè aveva interrotto i rapporti con la propria impresa edile per problemi vari. L’impresa si rifiutava di darle la comunicazione di inizio lavori consegnata in comune.

    In caso di controlli dell’Agenzia delle Entrate ci sarebbero stati sicuramente dei problemi con le detrazioni fiscali.
    In breve, ho dovuto fare una visura in comune e recuperare una copia certificata della pratica edilizia consegnata, accorgendomi per di più che i lavori realizzati non erano del tutto conformi alla CILA presentata.

  4. CERTIFICATI DEGLI IMPIANTI

    Quali documenti chiedere all’impresa edile:
    In caso si sostituisca la caldaia, venga rifatto l’impianto elettrico o del gas, l’impresa incaricata deve consegnare sempre i certificati al committente. Questi certificati sono indispensabili nel caso si voglia ad esempio affittare casa, in quanto sono documenti da allegare al contratto.

    É un diritto del committente farsi consegnare i certificati degli impianti realizzati a casa propria, anche perchè non è possibile farli fare ad un tecnico differente da quello che ha realizzato l’impianto.

  5. DICHIARAZIONE ENEA

    Quali documenti chiedere all’impresa edile:
    Se l’impresa è stata incaricata di effettuare un lavoro che comporti la detrazione fiscale per risparmio energetico ( il caso più comune è la sostituzione degli infissi), a fine lavori bisogna fare la comunicazione ENEA.
    La comunicazione ENEA in sintesi è un documento che attesta e quantifica l’effettivo risparmio energetico raggiunto.  Assieme allo specifico bonifico è indispensabile per ottenere le detrazioni fiscali per risparmio energetico.

  6. AGGIORNAMENTO CATASTALE

    Quali documenti chiedere all’impresa edile:
    L’aggiornamento catastale è l’ultimo documento da richiedere all’impresa edile se questa offre un pacchetto chiavi in mano che comprende ristrutturazione+pratiche edilizie.
    L’aggiornamento catastale  si fa a fine lavori e serve per comunicare al fisco il valore della rendita catastale di un immobile.  La rendita si basa su vari parametri, tra i quali il numero di vani e la superficie, quindi in seguito ad una ristrutturazione può aumentare o diminuire. Non è detto che la situazione sia sempre peggiorativa, anzi…
    Nei comuni casi di demolizione dell’ingresso c’è una riduzione del numero di vani, quindi la rendita può diminuire.

Quali documenti chiedere all’impresa edile:

Questi sono tutti i documenti che l’impresa edile deve consegnare al committente nei casi di ristrutturazione di interni più comuni.
Un consiglio, se non ci si affida a un tecnico di fiducia, è tenerli sempre a mente, perchè un documento mancante può comportare la perdita delle detrazioni fiscali!

 

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Sanatoria per certificato di idoneità statica

Quando è necessaria una sanatoria per certificato di idoneità statica

Il Certificato di Idoneità Statica, abbreviato a  CIS, è un documento che come anticipa il nome stesso,  certifica  l’idoneità statica di un edificio.
Come sanno ormai bene gli amministratori di condominio attivi a Milano, questo certificato sarà obbligatorio  a partire dal 2019. La mancata presentazione del CIS comporta la non agibilità dell’intero stabile ed il conseguente crollo del valore immobiliare.
Come se non bastasse, la compravendita di un immobile sprovvisto di CIS non sarà possibile.

Dato l’approssimarsi della fatidica data, gli amministratori cominciano pertanto a portarsi avanti, chiedendo per tempo ai condomini di farsi consegnare le licenze edilizie degli appartamenti.
Con il termine licenza edilizia non si intendono le schede catastali, le quali non hanno valore probatorio, ma quelle comunicazioni inviate al comune nel caso siano stati affrontati dei lavori di ristrutturazione.

sanatoria per certificato di idoneita statica

Per licenze edilizie si intendono quindi le  vecchie DIA, o le più recenti SCIA, CIAL, CILA e PDC, tutte pratiche inviate dal tecnico che ha seguito la ristrutturazione presso gli uffici tecnici dei comuni ove sono depositate. 

Licenze edilizie alla mano, sarà possibile consegnarle al tecnico incaricato del condominio a compilare il certificato idoneità statica, in maniera tale che questo sia agevolato nel suo lavoro.
In caso contrario sarà costretto a ritardare oltremodo la verifica di ogni singolo appartamento.  Un processo se vogliamo già lungo di per sè a causa della sua complessità.

Detto questo, quando è necessaria una sanatoria per certificato di idoneità statica?  Quando il proprietario di un appartamento ha eseguito dei lavori senza comunicare nulla all’ufficio tecnico comunale.

Non sono rari i casi in cui un condomino ha ristrutturato il proprio appartamento senza inviare le dovute comunicazioni ma affidandosi unicamente ad un’impresa edile.
In questo caso l’unica soluzione per non rischiare di far perdere l’agibilità all’intero condominio è quello di sanare l’abuso con una sanatoria per certificato di idoneità statica.

Un abuso edilizio può essere sanato a Milano con una CILA o una SCIA in sanatoria, in dipendenza del tipo di intervento effettuato abusivamente.
Se si è intervenuti sulla struttura dell’edificio, demolendo ad esempio un muro portante, la sanatoria per certificato di idoneità statica si ottiene con una SCIA.
Se invece sono stati spostati solamente muri divisori non portanti occorre presentare una CILA in sanatoria.

Sono previste delle sanzioni per una pratica edilizia in sanatoria?

Per presentare una CILA in sanatoria o una SCIA in sanatoria sono previste ovviamente delle sanzioni.
La CILA in sanatoria prevede una sanzione di 1000 euro in fase di presentazione della pratica, mentre per la SCIA in sanatoria il discorso cambia.
La SCIA in sanatoria prevede infatti due passaggi, una prima sanzione di 500 euro circa da versare al comune al momento del protocollo della pratica, mentre è previsto un aggravio da parte dell’Agenzia delle Entrate nell’arco dei tre mesi successivi.
Quanto più l’abuso ha incrementato il valore dell’immobile tanto più elevato sarà l’aggravio.
Nella forma dunque il pagamento è dilazionato in caso di SCIA in sanatoria, ma nella sostanza alla fine la quota da versare a titolo di sanzione è più o meno la stessa se il valore dell’appartamento è ritenuto invariato.


Clicca qui per sapere di più sull’obbligo del Certificato di Idoneità Statica a Milano.


Come fare per ottenere una visura del proprio appartamento

Per sapere cosa è depositato al comune relativamente a casa propria occorre presentare una richiesta di accesso agli atti all’ufficio tecnico del proprio comune.
Previo il pagamento dei diritti di segreteria, sarà possibile ottenere l’ultima concessione edilizia depositata. Se invece interessa risalire direttamente agli atti di fabbrica, se l’edificio è stato realizzato prima del 1927, conviene recarsi direttamente all’archivio storico e in forma gratuita. Leggi come ricavare gli atti di fabbrica in archivio storico a Milano.

Il certificato di idoneità statica è un documento destinato a creare non pochi problemi a chi ha eseguito degli abusi edilizi, compromettendo l’agibilità di casa propria e dei vicini. Se serve presentare una richiesta di sanatoria per certificato di idoneità statica contatta lo studio Lacasapensata per un preventivo gratuito*.

*I sopralluoghi effettuati possono comportare un costo per  l’uscita del tecnico a seconda della posizione. 

 

 

 

 

 

 

 

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atti di fabbrica edificio

Come ottenere gli atti di fabbrica di un edificio

Recuperare gli atti di fabbrica edificio può essere un’operazione lunga e dolorosa…

(oppure può trasformarsi in una bella esperienza, dipende dall’edificio che si cerca)

La mia esperienza personale  all’Archivio storico di Milano

Tante volte mi è capitato di manifestare in questi miei articoli una certa soddisfazione per quanto riguarda la gestione in materia edilizia da parte del Comune di Milano.
Non c’è dubbio che sotto molti aspetti l’informatizzazione stia aiutando noi professionisti a svolgere il nostro lavoro con più rapidità.
Sebbene all’inizio è comprensibile che ci siano delle difficoltà ad accettare la novità da parte di molti colleghi, tutto sommato la direzione intrapresa penso sia quella giusta.

L’informatizzazione è doverosa in ogni settore e anche in questo, ma quando l’informatizzazione diventa spersonalizzazione non si migliorano le cose, anzi.

Sono stato contattato da un condomino di un edificio che voleva sapere con certezza se una costruzione presente in un cortile sotto le finestre del suo appartamento fosse in regola o abusivo.
La domanda che mi è stata posta era: ma gli atti di fabbrica edificio prevedevano il volume tanto odiato realizzato in cortile e quindi nascosto dalla via pubblica?
Il dubbio era grande, anche perchè la costruzione in questione somigliava più a una baracca che a un edificio ed era assente dall’elaborato planimetrico catastale.

Concessione edilizia edificio antico
Come ottenere i disegni tecnici originali depositati all’archivio Storico di Milano di un edificio costruito prima del 1927 in forma assolutamente gratuita. 

Occorreva risalire agli atti di fabbrica edificio, così con una comoda PEC ho provveduto ad inoltrare una richiesta visure atti di fabbrica al comune di Milano, previo pagamento dei rispettivi 25 euro previsti.
Questo era infatti il procedimento da seguire e che si legge sul sito del Comune di Milano: pagare, mandare la richiesta e aspettare almeno un mese.
La risposta alla mia mail è arrivata infatti dopo più di un mese.
Mi venne quindi comunicato che il documento richiesto era presente all’Archivio Storico presente nel cortile della Rocchetta al Castello Sforzesco.

Come ottenere gli atti di fabbrica edificio in giornata

L’edificio era anteriore al 1927, quindi come mi spiegò l’addetto gli atti di fabbrica edificio erano depositati in archivio storico e non nella sede centrale di Via Bernina.

La visita all’Archivio storico del Comune di Milano è stata una piacevole esperienza data l’atmosfera tipica delle vecchie biblioteche e da quella sensazione di ricercatore che si ha quando si sfogliano documenti risalenti a  più di cento anni fa.

Ciò che mi ha lasciato perplesso è stato venire a conoscenza del fatto che, se già si sa che l’edificio oggetto della ricerca è anteriore al 1927:
  • non è necessario mandare la richiesta in comune
  • non è necessario aspettare un mese per la risposta
  • non è necessario pagare i 25 euro richiesti dall’ufficio tecnico.

Ma allora perchè avevo dovuto aspettare tanto? Non potevano scrivere sul sito che se l’edificio era anteriore al 1927 bisognava recarsi direttamente all’archivio storico?

Se l’edificio che si sta cercando è stato realizzato prima del 1927 e servono gli atti di fabbrica bisogna semplicemente recarsi all’Archivio Storico di Milano situato al Castello Sforzesco e richiedere i documenti che servono a uno dei gentili addetti.

In meno di 10 minuti si avranno i documenti richiesti e sarà perfino possibile fotografare tutti i disegni che si vuole.

Questo articolo non vuole essere una denuncia, vuole solamente aiutare chi cerca i disegni tecnici originali di un edificio antico senza che questo si senta ad un certo punto preso in giro;  a Milano il servizio c’è ed è efficiente, basta solo un pò più di informazione!

 

 

 

 

 

 

 

 

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Nuovi moduli CILA comune di Milano

Disponibili sul sito del comune di Milano i nuovi moduli CILA

Sono disponibili sul sito del Comune di Milano da ieri 03/07/2017 i nuovi moduli CILA validi per il Comune di Milano dedicati ai lavori di manutenzione straordinaria.

La prima novità è che i nuovi moduli CILA sono i medesimi sia per lo Sportello Unico Centrale (SUE) che per le zone di decentramento; non c’è più il pericolo di confondersi quindi.
Inoltre, rispetto ai vecchi moduli, che comprendevano Comunicazione di Inizio LavoriSoggetti Coinvolti in un unico documento, ai nuovi moduli CILA occorre allegare anche l’appartato dedicato a imprese e tecnici incaricati denominato appunto Soggetti Coinvolti

Quali novità con i nuovi moduli CILA Comune di Milano

Dopo una prima arrabbiatura da parte del sottoscritto che è si visto rigettare una CILA perchè i moduli che aveva scaricato dal sito del comune una settimana prima (il tempo di raccogliere le firme necessarie da parte del cliente) non erano più validi ed accettabili da parte del tecnico allo sportello, ecco spiegato in cosa consistono le novità dei nuovi moduli CILA comune di Milano.

Fino al mese scorso chi voleva affrontare un piccolo intervento, come la demolizione di una parete all’ingresso o lo spostamento di una porta, era costretto ad incaricare un’impresa non potendo effettuare i lavori in prima persona.
Con i nuovi moduli CILA comune di Milano per manutenzioni straordinarie, al paragrafo H dedicato all’Impresa esecutrice dei  lavori, esiste la possibilità di dichiarare quanto segue.

 “In quanto opere di modesta entità che non interessano le specifiche normative di settore, i lavori saranno eseguiti in prima persona, senza alcun affidamento a ditte esterne”.

Con la nuova CILA  si possono realizzare piccoli interventi in prima persona.

Una buona notizia per gli amanti del fai da te!
Scherzi a parte, era incredibile che anche per spostare una porta prima si dovesse chiamare ed incaricare un’impresa per essere in grado di segnalare il cambio al comune.
Fino ad una settimana fa si potevano realizzare solo interventi in sanatoria in prima persona e senza impresa, dichiarando quindi i lavori come già effettuati.  Impostare la CILA come CILA in sanatoria comportava però il pagamento della sanzione prevista di 1000 euro.
Questo tipo di richieste porta le persone a rinunciare a far le cose per bene e a non dichiarare niente. Credo per questo motivo quindi con la nuova CILA hanno reintrodotto la possibilità di realizzare piccoli interventi da soli senza indicare per forza i dati di un’impresa.

nuovi moduli CILA
Pratiche edilizie per ristrutturazioni e opere di manutenzione straordinaria

La CILA e l’obbligo della sicurezza in cantiere.

Realmente non si tratta proprio di una novità, perchè già da tempo in presenza di più di un’impresa coinvolta anche non contemporaneamente il committente era obbligato ad incaricare il coordinatore per la sicurezza.
Prima però attorno alla questione sicurezza, potenzialmente un elemento discriminante per quanto riguarda il diritto alle detrazioni, gravitava un alone di mistero.
Nei nuovi moduli CILA è chiaramente specificato che se si ricade nell’ambito di applicazione delle norme in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro (d.lgs. n. 81/2008) , quindi con più di un’impresa coinvolta oppure  in presenza di una sola impresa ma con più di 200 uomini/giorno, occorre allegare alla CILA la notifica preliminare.

La notifica è quel documento redatto dal coordinatore della sicurezza che notifica alla ASL l’apertura di un cantiere, nel quale vengono indicate durata e importo indicativo dei lavori  e l’elenco delle imprese autorizzate ad entrarci.

Come si calcola il numero di uomini/giorno in un cantiere?

Semplice basta moltiplicare il numero di uomini medio previsto per il numero di giorni che occorrono per completare i lavori. Una squadra di tre persone per la durata di 60 giorni lavorativi equivale a 180 uomini/giorno. Risulta chiaro come 200 uomini/giorno non sia un termine così lontano dalla normalità dei cantieri di piccole ristrutturazioni.

La nuova CILA è più chiara rispetto alla precedente

Una volta superato l’approccio, tocca riconoscere che i nuovi moduli CILA necessari per la manutenzione straordinaria a Milano sono più chiari e a favore degli utenti rispetto ai precedenti.
Sono discutibili però i metodi e i tempi con i quali sono stati introdotti dal Comune e dai suoi organi, che in alcuni casi non hanno lasciato nemmeno un periodo di transizione in cui dovevano poter essere accettati entrambi.

 

Operiamo principalmente in PROVINCIA DI MILANO:

Assago, Buccinasco, Cesano Boscone, Corsico, Lacchiarella, Opera, Rozzano, Zibido San Giacomo…..

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Bagno rifatto in tre giorni

Bagno rifatto in tre giorni… attenti alle truffe

Avere il bagno nuovo rifatto in tre giorni è possibile? Ho assistito ora ad un noto programma televisivo dedicato ad alcune famigerate imprese che garantiscono che in appena tre giorni sono in grado di ristrutturare il bagno. Molti ci credono per poi rimanere delusi dei pessimi risultati, cosa posso fare io quindi per contrastare questo malcostume? Posso citare espressamente le imprese che promettono il bagno nuovo in tre giorni? Anche volendo non me lo posso proprio permettere, tuttavia posso andare ad illustrare i motivi per i quali in tre giorni è impossibile ristrutturare un bagno completo con buoni risultati.

come abbiamo ristrutturato il bagno
Fase di cantiere: demolizione completa del bagno e realizzazione di un piatto doccia filo pavimento, spostamento dei sanitari e scaldasalviette, creazione di una spalletta di contenimento del mobile lavabo

Rifare il bagno in tre giorni: Giorno 1

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Comunicazione inizio lavori asseverata

Come fare una comunicazione inizio lavori asseverata

Il caso di una fusione tra due appartamenti

Riuscire ad acquistare un appartamento confinante con il proprio è il sogno di quanti allargano la propria famiglia o semplicemente vogliono qualche stanza in più senza dover lasciare la propria casa o addirittura il proprio quartiere.

Il signora A. era riuscito ad acquistare un appartamento vicino al proprio e quando ci ha contattati si stava domandando se fosse necessaria una comunicazione inizio lavori asseverata per procedere con la fusione tra i due appartamenti.

Le posizioni della cucina e del bagno sarebbero rimaste inalterate, solo occorreva aprire un passaggio tra i due appartamenti confinanti e fonderli in un unico immobile.
i vantaggi della fusione erano molteplici: Il signor A.  intanto aveva a disposizione un appartamento più grande per offrire ai frequenti ospiti e figli ben due stanze in più. In futuro la fusione tra appartamenti avrebbe invece dato la possibilità al signor A. di aprire un bed&breakfast.

comunicazione inizio lavori
Comunicazione inizio lavori asseverata (CILA) in caso di fusione tra due appartamenti confinanti. Tra i due appartamenti verrà semplicemente aperta una porta di collegamento. La comunicazione è necessaria per il successivo aggiornamento catastale.

Cosa allegare alla comunicazione inizio lavori

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Visura catastale online

Come fare una visura catastale online

Fare una visura catastale online è semplice e rapido grazie al sistema informatizzato dell’Agenzia delle Entrate.
Cominciano dal significato del termine visura per chi non ha mai avuto a che fare con il catasto.

La visura è un controllo, un’ispezione; una visura catastale è una verifica dei dati relativi al catasto.

Non bisogna quindi confondere il termine visura da voltura.
La visura catastale  è una semplice analisi dello stato di fatto, la voltura invece è necessaria quando si verifica un cambio (una vendita, una successione, ecc…).

La visura catastale online può essere fatta autonomamente oppure affidandosi ad un professionista.

Sul canale youtube dell’Agenzia delle Entrate è pubblicato un utile video che spiega passo passo come fare una visura catastale in forma autonoma. Unico presupposto essere iscritto al servizio Entratel-Fisconline nel caso NON si conoscano i dati catastali dell’immobile.
Per iscriversi a Fisconline è necessario compilare un form con alcuni dati personali. Dopodichè verrà fornita la prima parte di un codice PIN; per la seconda parte bisognerà aspettare che venga recapitata per posta al domicilio indicato. Continua la lettura di Visura catastale online

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Aggiornamento catastale planimetria

Aggiornamento catastale

Aggiornamento catastale necessario quando si vende casa o si ristruttura.

Aggiornamento catastale: in cosa consiste aggiornare la planimetria depositata al catasto e quando è necessario in caso di ristrutturazione o vendita.

Le motivazioni sono tante; prima fra tutte la necessità di vendere un immobile. In questo caso è importante che lo stato di fatto del proprio appartamento o della propria casa corrisponda a quando depositato all’ufficio tecnico comunale e al catasto.  In genere la planimetria catastale è allegata al rogito, tuttavia a volte non si sa proprio dove cercarla…. Ma come si fa a verificare a questo punto che il disegno della piantina sulla scheda catastale corrisponda all’effettiva distribuzione di casa? E a chi bisogna rivolgersi?

Per prima cosa è necessario specificare che l’ente responsabile del catasto in Italia è l’Agenzia delle Entrate, la quale dal 2012 ha acquisito le competenze dell’Agenzia del Territorio.

aggiornamento catastale esempio
Esempio di scheda catastale. Si evidenzia la planimetria del piano interessato e del piano sottostrada corrispondente alla cantina. Lateralmente sono indicati i riferimenti catastali, identificati con i numeri di FOGLIO, PARTICELLA, SUBALTERNO. In particolare il Subalterno indica l’interno.

FASE 1: LA VISURA PLANIMETRICA

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Unire cucina e soggiorno: pratiche edilizie

Unire cucina e soggiorno di casa

Come sapere quando è possibile unire cucina e soggiorno di casa e quali permessi servono in una ristrutturazione.

Unire la cucina al soggiorno per ricavare da due ambienti un unico ambiente più grande non è sempre possibile malgrado sia uno degli interventi più desiderati quando si ristruttura casa.

unire cucina e soggiorno
Unire cucina e soggiorno e creare un open-space. Fase di demolizione in cantiere della parete che in origine separava la cucina dal soggiorno. Sono ancora visibili le tracce delle piastrelle del rivestimento rimosse e il mobile del lavello sostituito.

Demolire una parete e unire cucina e soggiorno di casa comporta variare la distribuzione interna di una casa o di un appartamento, è perciò necessario inviare al comune il proprio progetto, ma cosa è necessario sapere quando si desidera unire cucina e soggiorno di casa? Come si può sapere se l’intervento è possibile prima di rivolgersi ad un architetto o una impresa?

Ecco alcuni consigli, validi sia quando si vuole unire cucina e soggiorno, sia quando si vuole cambiare in linea generale l’assetto distributivo di casa. Continua la lettura di Unire cucina e soggiorno: pratiche edilizie

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Progetto ristrutturazione Milano

Progetto di divisone ambienti interni

Un appartamento a Milano in zona Ripamonti

In cosa consiste un progetto ristrutturazione Milano, quali disegni servono all’impresa per ristrutturare un appartamento, quali informazioni, quali i permessi da chiedere in comune. Sempre più persone ci chiamano chiedendo informazioni su cosa consista ristrutturare un appartamento, ecco quindi presentato il ruolo dell’architetto attraverso l’ultimo progetto di ristrutturazione a Milano zona Ripamonti.

Progetto ristrutturazione Milano, ma in cosa consiste effettivamente? Come ci si prepara al cantiere e come si leggono i disegni da consegnare in comune?

Progetto ristrutturazione milano
Progetto di divisione degli spazi interni di un appartamento di 80 MQ a Milano zona RIpamonti.

Come prima cosa, nel lavoro come nella vita, ci si presenta, si capiscono le necessità, lo stile, in maniera tale da formulare un disegno di progetto di distribuzione interni.
La tavola di progetto è costituita in genere dalla planimetria e da alcune sezioni.
La planimetria è il disegno dell’appartamento in pianta.
Le piante dell’appartamento che devono essere consegnate in comune per avere i permessi edilizi sono di tre tipi:

  1. Pianta dello STATO DI FATTO: Com’è l’appartamento prima della ristrutturazione
  2. Pianta dello STATO INTERMEDIO: Si tratta di un confronto tra lo stato di partenza e quello di arrivo, tra il prima e il dopo.
  3. Pianta dello STATO DI PROGETTO: Rappresenta in cosa consiste il progetto di ristrutturazione

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