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Comunicazione inizio lavori asseverata

Come fare una comunicazione inizio lavori asseverata

Il caso di una fusione tra due appartamenti

Riuscire ad acquistare un appartamento confinante con il proprio è il sogno di quanti allargano la propria famiglia o semplicemente vogliono qualche stanza in più senza dover lasciare la propria casa o addirittura il proprio quartiere.

Il signora A. era riuscito ad acquistare un appartamento vicino al proprio e quando ci ha contattati si stava domandando se fosse necessaria una comunicazione inizio lavori asseverata per procedere con la fusione tra i due appartamenti.

Le posizioni della cucina e del bagno sarebbero rimaste inalterate, solo occorreva aprire un passaggio tra i due appartamenti confinanti e fonderli in un unico immobile.
i vantaggi della fusione erano molteplici: Il signor A.  intanto aveva a disposizione un appartamento più grande per offrire ai frequenti ospiti e figli ben due stanze in più. In futuro la fusione tra appartamenti avrebbe invece dato la possibilità al signor A. di aprire un bed&breakfast.

comunicazione inizio lavori
Comunicazione inizio lavori asseverata (CILA) in caso di fusione tra due appartamenti confinanti. Tra i due appartamenti verrà semplicemente aperta una porta di collegamento. La comunicazione è necessaria per il successivo aggiornamento catastale.

Cosa allegare alla comunicazione inizio lavori

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unire de box auto

Unire due box auto: quali permessi

Unire due box auto: come fare con la pertinenzialità.

Unire due box auto è un’operazione sempre più diffusa, vuoi perchè le dimensioni degli appartamenti sono sempre più contenute e serve sempre più spazio, vuoi perchè al contrario le dimensioni ed il numero delle auto sono sempre maggiori.

unire due box auto
Quali permessi sono necessari per unire due box auto

Unire due box auto comporta al pari di una ristrutturazione in casa la presentazione di alcuni permessi edilizi al comune, ma la questione può essere complicata soprattutto a causa della pertinenzialità.  Se presente, ad ogni appartamento corrisponde un box a questo pertinenziale.

La pertinenzialità ha lo scopo di impedire di vendere separatamente un box dividendolo dall’appartamento. In questo modo, a meno che non si proceda a “spertinenzializzare” tramite un notaio,  chi comprerà l’appartamento avrà sempre diritto ad un box auto e non avrà quindi il problema di trovare parcheggio in strada.

 Il problema nasce quando si ha la necessità di unire due box auto, dei quali appunto uno è pertinenziale e l’altro no.

Quali permessi per unire due box auto

Per sapere quali permessi servono per unire due box auto occorre sapere come è realizzata la struttura del fabbricato. In genere i vari box sono divisi da setti murari non portanti mentre la copertura è retta da travi che poggiano su pilastri visibili in facciata tra le cler.

Nel caso si voglia unire i due box sostituendo le due cler con una cler più grande, è quindi necessario demolire parte della struttura del fabbricato (il pilastro tra le cler) oltre ovviamente al muro di separazione tra i due box.

La pratica necessaria in questo caso è una SCIA Milano,  la quale si differenzia dalla CILA Milano in quanto sono autorizzati in questo caso interventi che alterano in parte la struttura portante. Alla SCIA Milano, la quale deve essere redatta da un architetto e direttore dei lavori, bisogna allegare una relazione strutturale da parte di un tecnico strutturista.


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Altro punto fondamentale da tenere in considerazione quando si vuole unire due box auto è il permesso del condominio. Se  il box auto affaccia su un corsello privato e non su una strada pubblica, in teoria si avrebbe diritto in base all’art. 1102 del C.C. di modificare a proprie spese la cosa comune (come si può definire la facciata del fabbricato) , purchè non si ledano i diritti degli altri condomini.
Tuttavia per una convivenza tranquilla e pacifica è sempre meglio farsi autorizzare espressamente l’intervento dal condominio, allegando il documento ai permessi edilizi da consegnare in comune.

Box auto pertinenziale + box auto non pertineziale: come procedere

A questo punto bisogna affrontare il problema della pertinenzialità dei box auto. UNire due box auto di cui uno pertinenziale all’appartamento e l’altro no non è una cosa così semplice. Le strade sono due, ma in entrambi i casi occorrono i servizi di un notaio.

O si procede a spertinenzializzare il box e ad annettere il box adiacente, e in questo caso il nuovo fabbricato sarà totalmente indipendente dall’appartamento, o si chiede al notaio di redigere un atto in cui sia chiaro che anche il box che si unisce diventa pertinenziale all’appartamento (situazione naturalmente implicita all’intervento, ma che bisogna documentare necessariamente con un un atto da consegnare all’ufficio tecnico prima della fine lavori).

Tra le due ipotesi è conveniente sicuramente la seconda, soprattutto a causa del fatto che mantendendo la pertinenzialità l’operazione rientra nella definizione “Intervento edilizio minore”. In caso contrario, separando il box auto dall’appartamento, dal momento che si tratta di un ampliamento la fusione viene considerata  “Intervento Edilizio maggiore”, il che comporta un differente e maggiore iter burocratico.

Da ultimo, una volta unificati i due box, è importante ricordarsi di fare l’aggiornamento catastale.

 

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quando architetto sempre necessario

Architetto sempre necessario

Architetto sempre necessario o conviene farne a meno?

Architetto si o architetto no, quando conviene affidarsi ad un architetto, quando basta rivolgersi ad un’impresa e quando è possibile fare tutto da soli. 

Sembrerebbe un pò di parte leggere sul sito di uno studio di architettura quanto possa risultare utile affidarsi ad un architetto in determinate occasioni. Tuttavia chi conosce lo studio Lacasapensata sa che il suo non è solo un sito in cui si promuovono servizi o si fa pubblicità (di fatto si è scelto di evitare completamente di pubblicare pubblicità sulle nostre pagine), ma è soprattutto , o quantomeno cerca di essere, un contenitore di informazioni riguardo a tutto ciò che gravita attorno alla casa.

Per questo si è dato tanto spazio alle pratiche e permessi edilizi necessari, spiegando ad esempio quando serve presentare una CILA piuttosto che una SCIA caso per caso. In questo modo basta dedicare 10 minuti a leggere un articolo piuttosto che chiedere una consulenza ad un tecnico.
Poco tempo fa venne una persona che aveva affidato i lavori di ristrutturazione ad una grossa catena francese che oltre che vendere materiale per bricolage si affida ad imprese locali per ogni lavoro di ristrutturazione.
Sta di fatto che l’impresa non aveva dato le giuste informazioni a questa persona, la quale  se non ci avesse interpellato per tempo avrebbe sicuramente perso in maniera definitiva ogni diritto alle detrazioni previste in caso di manutenzione straordinaria.
Solo con questo semplice esempio ho risposto in maniera parziale al quesito: Architetto sempre necessario o conviene farne a meno. Conviene pagare la parcella di un architetto e avere diritto senza problemi a tutte le detrazioni fiscali o sperare di non avere problemi?

Architetto sempre necessario? Qualche esempio di ristrutturazione.

Architetto sempre necessario? Ovviamente la risposta è no. Non è obbligatorio rivolgersi ad un architetto o ad un tecnico abilitato per qualsiasi intervento di ristrutturazione, tuttavia in alcuni casi può essere davvero molto utile.

La nuova divisione dell’appartamento di Annamaria

Al di là di ogni aspetto tecnico, un architetto può trasformare in maniera radicale l’aspetto e la vivibilità di una casa.
Prendiamo ad esempio la casa di Annamaria che andremo a ristrutturare a breve.

quando necessario architetto
Schema della nuova divisione interna dell’appartamento di Annamaria: gran parte della superficie calpestabile era occupata da ingresso e disimpegno, la disposizione delle porte penalizzava l’arredamento e gli ambienti erano più piccoli di quanto avrebbero potuto essere.
quando necessario architetto
Vista volumetrica della proposta di progetto, ristrutturazione e arredamento sono progettati un maniera unitaria. Il bagno è più grande e sfruttabile, nel disimpegno viene ricavata una lavanderia ed un sistema di rispostiglio-cabina-armadio di grande utilità. 
quando-necessario-architetto
Tra camera e soggiorno il muro verrà demolito e sostituito con un armadio bifacciale a tutta altezza realizzato su misura, dotato di parti a giorno verso ingresso e soggiorno e antoni a scorrere verso la zona notte.

L’unica richiesta della signora Annamaria era che dal proprio letto potesse vedere fuori dalla finestra  il pino alla quale era tanto affezionata. Perciò abbiamo ripensato alla posizione della porta, grazie anche alla demolizione del muro tra camera e soggiorno che sarà diviso da un armadio bifacciale a tutta altezza e completo di un pannello sandwich nel medio per l’isolamento acustico.  A beneficiare della nuova distribuzione anche il resto dell’appartamento, con un disimpegno più funzionale ed in grado di contenere anche una lavanderia (in prossimità della porta del bagno) ed un ampio ripostiglio. Il soggiorno è molto più spazioso e li tavolino fronte divano  che all’occorrenza si può alzare è una valida soluzione quando si ricevono tanti ospiti.


Le ristrutturazioni di Lacasapensataristrutturzioni-lacasapensata


Architetto sempre necessario per i permessi edilizi?

L’architetto è necessario a seconda del tipo di intervento che si intende eseguire. Se c’è una cambio nella divisione interna di un appartamento (con relativo spostamento di muri) l’architetto serve per compilare una relazione asseverata nella quale viene descritto l’intervento. Se invece la ristrutturazione si limita allo spostamento di una porta interna o al rifacimento del bagno l’architetto non è necessario, tuttavia è utile una consulenza nel caso si vogliano sfruttare tutte le agevolazioni fiscali vigenti.

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Architetto sempre necessario quando si deve  realizzare una scala interna?
In questo caso l’architetto serve perchè per realizzare una scala interna bisogna realizzare prima un foro nella soletta tra i piani che si vuole collegare, a meno che questo non sia già presente. Per realizzare una scala interna sarà necessaria una SCIA da protocollare al comune di appartenenza.

Architetto sempre necessario quando si devono aprire nuove finestre?
Aprire nuove finestre comporta cambiare l’aspetto della facciata di un edificio quindi l’architetto serve per compilare la SCIA o la CILA a seconda che si tocchi o meno la struttura di un edificio

Architetto sempre necessario quando si vuole fare una cabina armadio?
Una cabina armadio quando i muri sono realizzati in cartongesso è di fatto da considerare come un cambiamento della distribuzione interna. In questo caso se pur di lieve entità si tratta di manutenzione straordinaria quindi l’architetto è necessario per la CILA da presentare in comune.

Architetto sempre necessario quando si vuole realizzare un soppalco?
Bisogna prima di tutto differenziare i termini soppalco e abbassamento. Un soppalco è una porzione rialzata dove è possibile posizionare ad esempio una zona studio o una zona notte. Un soppalco è sempre portante e deve rispettare certe caratteristiche perchè non venga conteggiata la SLP. Un abbassamento può essere portante come non portante ed è utilizzato per lo più come ripostiglio in quota.
In caso di soppalco l’architetto è necessario sempre, dovendo anche presentare la variazione al catasto a fine lavori. Per un abbassamento invece l’architetto non è obbligatorio.

Parcella dell’architetto: quanto costa un architetto quando serve?

Quanto costa l’architetto ora che le parcelle sono state abolite per legge? Sono molti a fare notare che il conteggio non possa dipendere dall’entità dei lavori. In effetti un monolocale può arrivare a costare quanto un appartamento di 200 metri quadri.
Su cosa basarsi quindi per determinare la giusta parcella dell’architetto?

Bisogna partire da una valutazione effettiva di ciò che è necessario preparare: se servono proposte di progetto per migliorare la divisione interna; se è necessaria la direzione lavori (una presenza continuata sul cantiere) o se basta presentare la pratica per lasciare poi il campo libero all’impresa incaricata.


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Il costo dell’architetto varia ovviamente dall’impegno e dal tempo necessario, tuttavia grazie al numero di pratiche che ci vengono affidate possiamo essere competitivi con le nostre offerte e offrire un servizio low-cost e di qualità.

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data-fattura-anteriore-inizio-lavori

Data fattura anteriore a inizio lavori

Data fattura anteriore a inizio lavori: si perdono le detrazioni?

Mi ha recentemente contattato un cliente preoccupato di perdere le detrazioni fiscali per manutenzione straordinaria cui ha diritto avendo ristrutturato casa.
Il commercialista gli aveva fatto notare che la data delle fatture di acconto per i lavori e la data della fattura per la pratica edilizia erano anteriori alla data di inizio lavori, coincidente con la data di protocollo della pratica edilizia CILA.

Il dubbio che naturalmente lo assillava era: si possono perdere le detrazioni per manutenzione straordinaria se la data della  fattura è anteriore alla data di inizio lavori?

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sanatoria opere abusive

Pratiche edilizie: sanatoria opere abusive

Sanatoria opere abusive: come regolarizzare con le giuste pratiche edilizie

Per la famiglia P. l’acquisto della loro nuova casa è stata un’esperienza lunga e travagliata. Il problema principale era che lo stato di fatto della casa al momento dell’acquisto, ossia la disposizione dei muri interni, non corrispondeva alle piantine depositate al catasto e all’ufficio tecnico in comune.

sanatoria abuso edilizio
Quali pratiche edilizie per regolarizzare piccoli abusi edilizi

A differenza del progetto autorizzato infatti il bagno esistente era molto piccolo , in cucina era presente una piccola scala a chiocciola per scendere nel seminterrato e il salone era troppo grande rispetto alla luce che poteva ricevere dall’unica finestra presente. Questa la situazione dentro casa, nel piccolo cortile interno invece era stato costruito un box abusivo, senza ovviamente comunicare nulla in comune.

Il notaio per procedere con l’atto di acquisto richiedeva che si regolarizzassero tutti gli abusi, ma come fare? In cosa consiste la sanatoria opere abusive?

Stiamo parlando qui di piccole opere abusive, non certo di nuove costruzioni edificate senza permessi o eco-mostri, ma tutta quella serie di interventi non autorizzati o semplicemente non comunicati che poi al momento di vendere o acquistare casa mettono i bastoni tra le ruote. Piccoli interventi come demolire il corridoio per ingrandire il soggiorno, alzare un muro interno per ricavare due camere dove ne era prevista una, aggiungere o levare un bagno, chiudere il balcone con una veranda… Continua la lettura di Pratiche edilizie: sanatoria opere abusive

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Pratiche edilizie Milano: aggiornamento piantina catastale

Pratiche catastali Milano: come fare l’aggiornamento  piantina catastale.

Quando si terminano i lavori di manutenzione straordinaria che hanno comportato tra le altre cose uno spostamento dei muri interni, quindi una diversa distribuzione dei locali, la legge prevede che che si presenti sempre una pratica di aggiornamento catastale.

Aggiornamento catastale pratiche edilizie
Pratiche edilizie: Esempio scheda catastale per aggiornamento piantina catastale

La scheda catastale è un documento che bisogna allegare in ogni operazione di compravendita di un immobile, avente lo scopo di identificare graficamente i riferimenti indicati sul rogito: il foglio, la particella, il subalterno.
Va da sè che la pianta depositata debba corrispondere esattamente allo stato di fatto riscontrato, in maniera tale che valori come la superficie utile, la rendita catastale, il numero di vani, siano il più possibile coerenti.

Aggiornamento piantina catastale, cosa bisogna indicare

Quando si cambia la disposizione dei muri interni di un locale bisogna sempre rispettare tutte le pratiche edilizie previste, tra le quali a fine lavori appunto l’aggiornamento della piantina catastale. La pratica catastale viene identificata anche con il nome di DOCFA, la quale può essere compilata SOLO da un tecnico, un architetto, geometra, ingegnere e inviata ONLINE al sito dell’Agenzia delle Entrate. Continua la lettura di Pratiche edilizie Milano: aggiornamento piantina catastale

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Permessi edilizi: la SCIA Milano

SCIA Milano, quando serve e cosa comporta

SCIA Milano è l’acronimo di Segnalazione Certificata di Inizio Attività e sostituisce la vecchia DIA, che significava Denuncia di Inizio Attività.
Si tratta di una pratica edilizia che consente di dare inizio a dei lavori considerati di Manutenzione Straordinaria, che poi sono i lavori previsti dalle agevolazioni fiscali del 50% prorogati nell’ultima finanziaria per tutto il 2016.

Permessi edilizi Milano
I permessi di costruire non sono un’invenzione moderna, in questa pratica del XVII secolo a Valencia il tecnico presentava richiesta per regolarizzare le aperture di una facciata, sulla destra sono visibili i riferimenti catastali dell’epoca.

Ma è sempre necessario aprire una SCIA Milano per sfruttare le agevolazioni fiscali?
Cerchiamo prima di fare un po’ di chiarezza, perchè i permessi sono tanti e chi deve ristrutturare se ha la sfortuna di incappare in gente senza scrupoli può finire per spendere tanti soldi inutilmente senza avere poi in cambio nessun servizio.

La SCIA Milano è un permesso edilizio che possiamo definire di un livello superiore per quanto riguarda la manutenzione straordinaria, perchè oltre a modificare la distribuzione interna della casa, quindi spostare muri, cambiare pavimenti, rifare gli impianti, permette di andare a modificare la struttura stessa dell’edificio.

Cosa si intende per struttura dell’edificio?
Per struttura si intende l’ossatura dell’edificio, ossia quelle parte sulle quali gravano i pesi e che hanno il compito di sostenere il tutto.
Un solaio (il pavimento su cui camminiamo) è struttura, i pilastri sono struttura, un muro portante è struttura, non è struttura invece un muro perimetrale se non regge nessun peso ma solo ha lo scopo di tamponare lo spazio compreso tra pilastri e solai. Continua la lettura di Permessi edilizi: la SCIA Milano

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