Verifica di conformità urbanistica e catastale Piemonte e Lombardia

Casa comprata con abusi edilizi in Piemonte

Quali responsabilità in caso di abusi edilizi per Agenzia, notaio e tecnico in Piemonte

Comprare casa con degli abusi edilizi e accorgersene solo quando si presentano le pratiche per dei lavori di ristrutturazione è una cosa purtroppo abbastanza diffusa. Ecco cosa è capitato ad una cliente che ha acquistato casa in Piemonte e solo dopo avere presentato una CILA per dei lavori di ristrutturazione interni ha ricevuto una comunicazione da parte del Comune con la richiesta di chiarire la situazione urbanistica per alcune presunte irregolarità.

Per la Signora M, che aveva rogitato da poco, avendo acquistato la sua seconda casa in Piemonte, è stato un brutto colpo. Sicura si trattasse di un errore e non capendo la natura del problema sollevato dal comune, incarica un tecnico di zona perchè la aiuti a risolvere la questione.

Il problema però esiste e non è piccolo… a quanto pare la casa appena comprata ha degli abusi edilizi, sebbene nel rogito siano state indicate le pratiche pregresse e sia stata dichiarata la regolarità dal venditore.

Ma se nel rogito sono state dichiarate le pratiche edilizie precedenti ed è stata dichiarata la regolarità dal venditore, dove sta il problema?

Proviamo a riassumere cos’è successo a questa sfortunata signora.
Negli anni ottanta l’allora proprietario di una vecchia casa di tre piani fa realizzare un terrazzo al posto di una porzione di sottotetto, presentando una pratica ma senza attendere la conseguente concessione edilizia da parte del comune, il quale per rilasciarla aveva legittimamente richiesto delle integrazioni.

Ora non si sa quali siano le reali motivazioni, rimane il fatto che la concessione edilizia viene annullata perchè non vengono fornite per tempo le integrazioni richieste all’allora tecnico incaricato.

Ne risulta che l’immobile è regolare da un punto di vista catastale, ma irregolare da quello urbanistico, dato che i lavori vennero fatti comunque. Nell ‘atto di acquisto viene perciò allegata la pianta catastale, ma il riferimento all’ultima concessione edilizia è errato, essendo stata annullata la pratica edilizia.

Oltre il danno la beffa si può ben dire: l’ultima CILA presentata per dei banali lavori di manutenzione straordinaria interna viene annullata perchè si basava su uno stato concessionato errato, perso quindi anche il diritto alle detrazioni sulle spese sostenute!

Ma di chi è la responsabilità in caso di casa comprata con abusi edilizi in Piemonte?


Di chi è la responsabilità in caso di casa comprata con abusi edilizi in Piemonte?
La responsabilità della casa comprata con abusi edilizi è del notaio che ha riportato, se pur in buona fede, il falso in un atto? Del venditore, che ha dichiarato la conformità? Dell’agenzia, che ha fatto da intermediario alla vendita?

Sicuramente la prima responsabilità è del venditore, che ha dichiarato che l’immobile che vendeva era regolare quando così non era. C’è però da riconoscere che il venditore aveva ereditato l’immobile così com’era, non avendo realizzato direttamente lui il terrazzo ma avendolo trovato già fatto.

Per quanto riguarda il notaio, la legge gli impone di citare negli atti eventuali pratiche edilizie se depositate dopo il 1967, ma lo esonera dall’onere di verifica dell’effettiva validità delle stesse, in particolar modo se nel rogito viene usata una formula di esonero di responsabilità accettata da entrambe le parti, venditore e parte acquirente.

Si può allora affermare che la responsabilità è dell’agenzia che ha fatto da intermediario per la casa comprata con abusi edilizi in Piemonte ?

Sicuramente sì, parte della responsabilità in questa vicenda si può attribuire all’Agenzia, che ha omesso di verificare con una scrupolosa richiesta di Accesso agli atti che l’ultima pratica edilizia depositata fosse efficace o meno.

Per quanto riguarda invece l’ultimo tecnico che ha depositato la CILA che ha sollevato il polverone nell’ufficio tecnico che costerà caro alla Signora M. , anche lui ha una parte di colpa, avendo asseverato nella CILA una situazione non veritiera.

L’importanza di una perizia per determinare la conformità di un immobile prima dell’acquisto

E’ vero, una perizia comporta dei costi, ma la signora M. si sarebbe evitata tante preoccupazioni e costi in consulenti, sanzioni, avvocati, senza nessuna certezza di recuperare quanto speso a causa di procedimenti legali troppo lunghi e responsabilità molteplici.

Se l’agenzia dichiara che l’immobile è ante 67 come ci si deve comportare?

Nel caso l’agenzia affermi che l’immobile che siete in procinto di acquistare è stato edificato prima del 1967 per cui non c’è bisogno di recuperare la pratica edilizia, a maggior ragione il nostro consiglio è di richiedere ad un professionista una perizia per verificare che quanto si dice corrisponda al vero.

Se è vero che un immobile edificato prima del 67 non necessita di una pratica edilizia, è anche vero che non basta che il venditore lo dichiari al momento del rogito. E’ importante esserne certi, consultando le mappe catastali di primo impianto, o le schede catastali storiche.

Eseguiamo perizie e accertamenti di conformità in Piemonte in provincia di Alessandria, Asti, Cuneo e in Lombardia in provincia di Milano e Pavia.

Verifiche di conformità urbanistica e catastale in Lombardia su Milano, Pavia, Varzi, Voghera e in Piemonte su Alessandria, Tortona, Novi Ligure…

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Apologia di un cappotto termico

Eccoci qua, dopo una lunga pausa comunicativa, ma dopotutto le pause servono ad affinare la comunicazione, a trattare di un argomento spesso dibattuto, il cappotto termico.

Sono sincero, il cappotto termico non mi ha conquistato da subito come molti altri colleghi tecnici. Non credo che il “vestito” dei nostri tessuti urbani debba essere relegato a ragioni esclusivamente economiche o al gusto più o meno affinato dei colleghi termotecnici. Il gusto ed il rispetto del bello devono continuare ad avere un certo peso nella scelta delle soluzioni da adottare. Anche quando si tratta di edifici comuni e privi di particolare pregio architettonico.

Cornici marcapiano, lesene, archi movimentano le facciate e le caratterizzano

Continuo ad essere fermamente contrario ad un cappotto termico applicato ad un edificio di inizio 900, che finirebbe per cancellare o banalizzare tutto ciò che contraddistingue questi fabbricati.
Mi riferisco alle cornici marcapiano, agli sporti dei basamenti, dei davanzali, alle cornici attorno alle finestre.

Mi si dirà che esistono pezzi speciali in grado di riprodurli fedelmente.
Nella pratica però vedo che tutti questi elementi, che dagli anni 50 abbiamo deciso di abbandonare gradualmente impoverendo le nostre città in favore di facciate più “razionali”, quando ricoperti dai cappotti sono per lo più semplificati, modificati nelle proporzioni, banalizzati.

Detto questo, avendo contribuito a realizzare efficientamenti energetici su villette mono o bifamiliari degli anni 60  e 70, ho affinato la mia posizione riguardo ai cappotti termici esterni.

CAPPOTTO TERMICO REALIZZAZIONE

Trovo interessante applicare un cappotto termico su una parete liscia, magari sostituendo i vecchi rivestimenti in klinker soprattutto se soggetti a distacchi o se privi di qualsiasi interesse architettonico al di fuori della moda dell’epoca. Trovo stimolante progettare assieme al termotecnico cappotti termici efficienti, utilizzando magari materiali differenti a seconda della finalità da perseguire.

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Targa professionale informativa a Pavia

Come ottenere l’autorizzazione per una targa professionale informativa a Pavia

Recentemente mi sono occupato di chiedere l’autorizzazione per una targa professionale da fissare in facciata che informasse della presenza del nostro nuovo studio di architettura a Pavia.
Non mi ero mai occupato di inoltrare una pratica simile, perciò ho deciso di pubblicare un articolo, nella speranza che possa essere di aiuto a qualche professionista o negoziante che voglia mettere una targa informativa fuori dal propria attività.

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Ristrutturazione e restauro edificio centro storico a Pavia

Ristrutturazione in centro storico a Pavia

Come è stato ristrutturato e portato a nuova vita un negozio nell’antico centro storico di Pavia

Vi presentiamo uno dei nostri ultimi lavori di ristrutturazione in centro storico a Pavia, si tratta di un negozio al piano terra proprio dietro la basilica San Michele completamente riprogettato per soddisfare un nuovo uso a studio professionale.  
Un tempo adibito ad negozio di parrucchiera per signore, il locale si componeva di due ambienti. Ad un primo ambiente più grande si accedeva varcando la porta con vetrina su strada, mentre procedendo oltre un setto in muratura portante si accedeva ad un secondo spazio più riservato che conduceva ad una porta sul retro verso il cortile interno. 
La forma allungata ed irregolare del negozio rendeva il locale non molto appetibile a prima vista agli occhi degli investitori interessati ad una vetrina in zona centro a Pavia.
Dai 3 metri iniziali di larghezza del primo ambiente che affacciava su strada, il negozio via via diventava sempre più buio stringendosi  fino ad arrivare a meno di 2 metri di larghezza. 

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Come richiedere cin e cir per gli affitti brevi

Come richiedere CIN e CIR

Cosa occorre per il rilascio del CIR e del successivo CIN e chi può richiederlo

Con l’avvio della Banca Dati delle Strutture Ricettive degli Immobili in Locazione Breve e per Finalità Turistiche (BDSR) da parte del Ministero del Turismo, sarà presto obbligatorio da parte di chi si occupa di affitti brevi, dotarsi del Codice Identificativo Nazionale (CIN). Tuttavia il rilascio del CIN non è diretto; prima di richiedere ed ottenere il CIN sarà infatti obbligatorio richiedere ed ottenere il Codice Identificativo di Riferimento (CIR), ove previsto.

Con un pò di pazienza e dimestichezza per questo tipo di pratiche, può richiedere CIN e CIR direttamente il titolare dell’attività o in alternativa una persona delegata munita di procura. Fondamentale lo SPID per l’autenticazione nei portali o il codice PIN della tessera sanitaria o CNS.

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Ricavare una stanza in più dalla cucina

Ricavare una stanza in più dalla cucina

Ovvero come ricavare una stanza in più trasformando la cucina in una camera aggiuntiva

Per ricavare una stanza in più è sicuramente l’operazione più richiesta quando si decide di ristrutturare un appartamento. Passare da un bilocale a un trilocale è un desiderio comune per le famiglie che si allargano  e non sempre c’è la possibilità o la volontà di cambiare casa.

Come già accennato nello scorso articolo di una fusione di due appartamenti confinanti, cambiare casa significa spesso cambiare zona, cambiare vicinato, abitudini. Cambiare casa significa uscire dalla zona di confort più intima che abbiamo, la nostra casa. Ecco perché ricavare una stanza in più  dalla cucina è un’opzione da tenere in considerazione seriamente, senza lasciarsi condizionare dalle nostre abitudini e da ciò che per noi è ovvio.

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Requisiti bonus barriere architettoniche 75%

Requisiti bonus barriere architettoniche 75%, quali sono e quanto si rischia senza conoscerli

Immagine di Freepik

Cominciamo col chiarire che cosa permette il bonus barriere architettoniche 75%. Si tratta dell’ultimo bonus rimasto che è possibile sfruttare anche con lo sconto in fattura o cessione del credito, dopo la stretta sui bonus minori (prima con l’obbligo delle asseverazioni e poi con il definitivo azzeramento) e l’epopea del superbonus 110% che ora non si vuole ricordare.

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Verifica della conformità nelle pratiche edilizie

Conformità edilizia nelle pratiche edilizie

La verifica della conformità edilizia e della conformità urbanistica è il primo passo per presentare una pratica edilizia

Sempre più spesso finalmente i clienti che mi contattano sono in grado di consegnarmi tutta la documentazione necessaria per presentare le pratiche edilizie, la CILA o la SCIA che sia, e dare così inizio ai lavori di ristrutturazione.
Una persona che ha appena rogitato dovrebbe essere in possesso di tutta la documentazione necessaria, direte voi, eppure purtroppo non è sempre così… Al momento del rogito infatti entrambe le parti dichiarano che l’immobile di cui si sta trattando la compravendita è in regola sia dal punto di vista urbanistico che edilizio, ma non sempre si fanno i dovuti controlli, pertanto la dichiarazione rimane appunto una semplice dichiarazione basata sulla buona fede.

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DEPOSITARE UNA CIILA PRIMA DEL ROGITO

Presentare una CILA prima del rogito

Come depositare una pratica edilizia e iniziare i lavori di ristrutturazione prima della data del rogito

Si può presentare una CILA prima del rogito, ossia quando ancora non si è ancora proprietari di un immobile? Questo è un grande dubbio che attanaglia in molti che si vedono costretti a ritardare i lavori di ristrutturazione perchè la data del rogito è lontana.
Le cause possono essere moltissime, un abuso venuto fuori all’improvviso e il perito della banca che blocca il procedimento, un’indisposizione improvvisa di chi vende, i tempi biblici del notaio dell’agenzia immobiliare…

Quando è proprio necessario presentare una CILA prima del rogito

Ultimamente mi è capitato un caso molto particolare, purtroppo uno dei proprietari dell’immobile che stava per acquistare una mia cliente è venuto a mancare. Che fare dunque? La cliente nel frattempo aveva venduto casa propria e la doveva lasciare, il rogito era questione di giorni, ma questa tragedia ha dovuto posticipare tutto a compromesso fatto e registrato.
Aspettare la data del rogito per poter cominciare i lavori era proprio fuori discussione, era necessario presentare la CILA prima del rogito e iniziare la ristrutturazione.

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Normativa per aggiungere un bagno cieco

Guida per ricavare un secondo bagno: quali permessi e pratiche edilizie a Milano

La pratica di aggiungere un secondo bagno è molto diffusa negli appartamenti che progettiamo. Questo per una serie di motivi: le case sono sempre più piccole e il numero di abitanti delle nostre città è sempre maggiore.
Che sia un bagno privato per la camera matrimoniale o un secondo bagno per tutta la famiglia, inserirlo nella progettazione di un appartamento non è sempre facile.

Vediamo quindi quali sono le regole da rispettare e la specifica normativa per aggiungere un bagno cieco a Milano.

Quale normativa per aggiungere un bagno cieco a Milano

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