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Apologia di un cappotto termico

Eccoci qua, dopo una lunga pausa comunicativa, ma dopotutto le pause servono ad affinare la comunicazione, a trattare di un argomento spesso dibattuto, il cappotto termico.

Sono sincero, il cappotto termico non mi ha conquistato da subito come molti altri colleghi tecnici. Non credo che il “vestito” dei nostri tessuti urbani debba essere relegato a ragioni esclusivamente economiche o al gusto più o meno affinato dei colleghi termotecnici. Il gusto ed il rispetto del bello devono continuare ad avere un certo peso nella scelta delle soluzioni da adottare. Anche quando si tratta di edifici comuni e privi di particolare pregio architettonico.

Cornici marcapiano, lesene, archi movimentano le facciate e le caratterizzano

Continuo ad essere fermamente contrario ad un cappotto termico applicato ad un edificio di inizio 900, che finirebbe per cancellare o banalizzare tutto ciò che contraddistingue questi fabbricati.
Mi riferisco alle cornici marcapiano, agli sporti dei basamenti, dei davanzali, alle cornici attorno alle finestre.

Mi si dirà che esistono pezzi speciali in grado di riprodurli fedelmente.
Nella pratica però vedo che tutti questi elementi, che dagli anni 50 abbiamo deciso di abbandonare gradualmente impoverendo le nostre città in favore di facciate più “razionali”, quando ricoperti dai cappotti sono per lo più semplificati, modificati nelle proporzioni, banalizzati.

Detto questo, avendo contribuito a realizzare efficientamenti energetici su villette mono o bifamiliari degli anni 60  e 70, ho affinato la mia posizione riguardo ai cappotti termici esterni.

CAPPOTTO TERMICO REALIZZAZIONE

Trovo interessante applicare un cappotto termico su una parete liscia, magari sostituendo i vecchi rivestimenti in klinker soprattutto se soggetti a distacchi o se privi di qualsiasi interesse architettonico al di fuori della moda dell’epoca. Trovo stimolante progettare assieme al termotecnico cappotti termici efficienti, utilizzando magari materiali differenti a seconda della finalità da perseguire.

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insufflaggio murario

Insufflaggio murario

Spesso i nostri clienti hanno sentito parlare di insufflaggio murario e ci chiedono che cosa sia e se può essere adatto alla loro casa. Con questo post cercheremo di spiegare, cos’è, a cosa serve e quando conviene utilizzare l’insufflaggio.

Di origine nordamericana, la tecnica dell’insufflaggio serve a migliorare le prestazioni energetiche delle case, cosí come l’installazione di pannelli fotovoltaici.

L’insufflaggio consiste nell’iniettare dei materiali isolanti all’interno delle pareti esterne degli edifici. Grazie all’insufflaggio, le nostre case sono meno soggette alle condizioni climatiche esterne poichè l’isolamento termico mantiene più a lungo il calore (o il freddo) creato.

L’insufflaggio fa bene all’ambiente e al portafogli. E allora perchè non lo facciamo tutti?

La risposta breve è: perché non sempre è consigliato farlo.

Esistono vari tipi di interventi per migliorare le qualità termiche dei muri. L’insufflaggio sicuramente più economico rispetto al cappotto termico, ma funziona solo in determinati casi, altrimenti puó generare gravi danni alla vivibilità degli spazi.

L’insufflaggio genera dei benefici solo se progettato caso per caso bilanciando i vantaggi e gli svantaggi. Poiché come sempre nella vita, non è tutto oro quello che luccica, per fare delle scelte consapevoli conviene avere il supporto di un tecnico di fiducia.

Cerchiamo di vedere insieme quali possono essere quindi i vantaggi e gli svantaggi dell’insufflaggio.  Per farlo bisogna presentare alcuni concetti poco chiari ai non addetti.

In primo luogo, non tutti gli edifici sono insufflabili.

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