insufflaggio murario

Insufflaggio murario

Spesso i nostri clienti hanno sentito parlare di insufflaggio murario e ci chiedono che cosa sia e se può essere adatto alla loro casa. Con questo post cercheremo di spiegare, cos’è, a cosa serve e quando conviene utilizzare l’insufflaggio.

Di origine nordamericana, la tecnica dell’insufflaggio serve a migliorare le prestazioni energetiche delle case, cosí come l’installazione di pannelli fotovoltaici.

L’insufflaggio consiste nell’iniettare dei materiali isolanti all’interno delle pareti esterne degli edifici. Grazie all’insufflaggio, le nostre case sono meno soggette alle condizioni climatiche esterne poichè l’isolamento termico mantiene più a lungo il calore (o il freddo) creato.

L’insufflaggio fa bene all’ambiente e al portafogli. E allora perchè non lo facciamo tutti?

La risposta breve è: perché non sempre è consigliato farlo.

Esistono vari tipi di interventi per migliorare le qualità termiche dei muri. L’insufflaggio sicuramente più economico rispetto al cappotto termico, ma funziona solo in determinati casi, altrimenti puó generare gravi danni alla vivibilità degli spazi.

L’insufflaggio genera dei benefici solo se progettato caso per caso bilanciando i vantaggi e gli svantaggi. Poiché come sempre nella vita, non è tutto oro quello che luccica, per fare delle scelte consapevoli conviene avere il supporto di un tecnico di fiducia.

Cerchiamo di vedere insieme quali possono essere quindi i vantaggi e gli svantaggi dell’insufflaggio.  Per farlo bisogna presentare alcuni concetti poco chiari ai non addetti.

In primo luogo, non tutti gli edifici sono insufflabili.

Pareti insufflabili

Se la tua casa è stata costruita tra gli anni  ‘50 e i ‘90 è molto probabile che le pareti esterne siano formate da due strati di mattoni separati da una camera d’aria. Questa tecnica viene chiamata “muro a cassetta” e, in condizioni particolari, presenta qualche proprietà di isolamento. Un piccolo strato di aria ferma, infatti, crea una discontinuità che rende difficile il passaggio di calore dall’interno all’esterno della casa.

Schema intercapedine d'aria eseguita correttamente in un muro a cassetta
Intercapedine d’aria con funzione isolante correttamente eseguita.

Ma se l’ intercapedine d’aria supera i 2 cm (cosa molto comune), l’aria all’interno comincia a muoversi. L’aria più calda sale a contatto con lo strato di mattoni interni e si raffredda lasciando il calore ai mattoni esterni.

Schema intercapedine d'aria troppo profonda. Moti convettivi trasportano il calore.
Intercapedine d’aria troppo profonda. Si sviluppano moti convettivi che trasportano il calore.

Per evitare la giostra d’aria possiamo iniettare del materiale isolante dentro l’intercapedine. Questo è l’insufflaggio.

schema intercapedine profonda con insufflaggio.
Intercapedine profonda riempita di materiale isolante.

Vantaggi dell’insufflaggio

Uno dei vantaggi piú interessanti dell’insufflaggio è che può essere realizzato anche in una casa abitata, senza bisogno di aprire un cantiere. 

Organizzandosi con l’impresa esecutrice, si spostano i mobili al centro delle stanze assicurando un passaggio libero di un metro e mezzo vicino alle pareti da insufflare. A livello economico, conviene predisporre le stanze prima dell’arrivo degli addetti che si occuperanno di coprire i mobili e cominciare con le operazioni.

L’insufflaggio puó essere effettuato da un solo condomino. Come proprietari potete scegliere voi stessi di eseguire questo intervento, a differenza di altri come i cappotti esterni per i quali l’intero condominio deve essere d’accordo.

La macchina per gli insufflaggi ha solitamente dimensioni ridotte. Questo le permette di essere utilizzate all’interno degli appartamenti o lavorare come unità esterna. La scelta dipende dalla posizione della casa o dell’appartamento e deve essere stabilita durante il sopralluogo della ditta esecutrice. Per maggior sicurezza conviene avere un parere di un tecnico di fiducia del proprietario, magari richiedendo la sua presenza al momento del sopralluogo.

Altro vantaggio sono i tempi di esecuzione: un appartamento tra gli 80 ed i 120 mq viene normalmente eseguito in una giornata di lavoro con una sola squadra di operai specializzati.

In una giornata di lavoro, la vostra casa potrebbe aumentare del 60% l’isolamento delle pareti esterne, ad un prezzo che potrebbe partire da 25€/mq.

Un sogno fatto realtà, in un batter d’occhio.

Caratteristiche di un buon insufflaggio

Per essere efficace l’insufflaggio deve:

  • essere fatto con un materiale isolante e traspirante
  • essere ben distribuito e occupare tutta l’intercapedine
  • assicurare l’eliminazione di ponti termici.

    Andiamo per punti:

– il materiale dell’insufflaggio

Tutti sappiamo che una camicia di flanella va bene per l’inverno, una di lino per l’estate e una di cotone per la mezza stagione. Cosí come i vestiti, i materiali da costruzione presentano delle caratteristiche specifiche rispetto al calore, le cosiddette proprietà isolanti. Tutti i materiali utilizzati negli insufflaggi presentano buone capacità isolanti e possono essere di fabbricazione chimica (perlite, polistirene espanso, etc.) o naturale (fiocchi di cellulosa, di lana di roccia o di vetro, sughero granulare ).  Per scegliere il materiale più adatto alla nostra casa è sempre consigliabile avvalersi della professionalità di un tecnico di fiducia.

– la distribuzione del materiale dell’insufflaggio

Se abbiamo uno strappo su un vestito ce ne rendiamo conto perché sentiamo freddo in una zona ben localizzata del nostro corpo. Allo stesso modo, un insufflaggio non omogeneo creerà dei “buchi” che lasceranno passare il freddo.

Ma assicurare una distribuzione omogenea di uno spazio che non possiamo vedere?

schema griglia di perforazione per insufflaggio.
Griglia di distribuzione dei fori su una parete da insufflare.

Immaginiamo una griglia con un passo che puó variare tra 1 metro ed 1 metro e mezzo. In corrispondenza di ogni incrocio viene effettuato un foro di pochi centimetri, nel quale si inserisce il bocchettone della macchina che spingerà a pressione il materiale isolante all’interno del muro. È importante che il perimetro superiore ed inferiore della parete siano raggiunti dall’isolamento: quindi solitamente si tende a effettuare dei fori ad una distanza non superiore ai 30 cm dagli spigoli.

Negli insufflaggi di cellulosa, che è un materiale con ottime capacità di penetrazione, si possono anche aprire i fori solo vicino al soffitto e al pavimento. Il bocchettone viene inserito nei fori superiori, mentre quelli inferiori servono da controllo. Una volta che da questi fuoriesce la cellulosa, la muratura si puó considerare completamente insufflata.

– eliminare i ponti termici nelle pareti insufflate

Il ponte termico è un concetto di fisica tecnica. Cerchiamo di spiegarlo.

Un ponte è una struttura che permette il passaggio da una riva all’altra di un fiume.

Immaginate un gregge di pecore che nel suo pascolare si trovi di fronte ad un fiume.  Gli animali capiscono che non possono attraversare il fiume e si dirigono verso il ponte. All’imbocco si formerà una calca di pecore e quelle che stanno sul ponte saranno costrette a muoversi piú velocemente del solito, perchè da dietro le altre stanno spingendo.

Col calore succede lo stesso: la sua natura lo porta ad uscire all’esterno, non potendo passare attraverso la parete insufflata, trova i ponti termici, si accalca e scappa anche piú veloce del solito.

“Quindi dopo aver speso soldi per insufflare le pareti il calore scappa piú velocemente di prima attraverso i ponti termici?”

Sí, esatto.

Il passaggio di calore avverrà attraverso una superficie minore di prima ma con velocità maggiore. La parete avrá quindi delle zone più fredde dove si potrà condensare l’umidità ambientale interna (il nostro respiro è umidità, i panni stesi rilasciano umidità, cucinare, farsi la doccia, etc.) e da questa l’insorgenza di muffe antiestetiche ed antigieniche difficili da trattare anche con agenti chimici.

Per evitare questi svantaggi è opportuno che l’intervento sia progettato parete per parete da un tecnico di fiducia che faccia da interlocutore con l’impresa esecutrice.

Cosa forma un ponte termico?

Tutte le zone con meno isolamento rispetto al loro intorno sono ponti termici. Questo significa che bolle d’aria o lo spostamento del materiale insufflato potrebbero creare ponti termici. Pertanto la scelta del materiale insufflato è molto importante, perché dalla sua consistenza dipende la capacità di arrivare a creare uno strato compatto, stabile e senza bolle.

Inoltre dobbiamo considerare che, poichè ogni materiale ha un determinato valore di isolamento termico, anche una differenza tra materiali può creare un ponte termico. Ad esempio, un elemento di calcestruzzo in una parete in mattoni forma un ponte termico. Il calcestruzzo è un materiale compatto con al suo interno del ferro che trasporta velocemente il calore, mentre il laterizio è un buon isolante. La differenza di capacità isolante dei due materiali farà in modo che il calore si concentri sul pilastro o sulla trave di calcestruzzo e scappi via verso l’esterno.

Analisi preventiva all’insufflaggio

Per evitare di creare ponti termici, o prevederli e arginarli con consapevolezza, è di fondamentale importanza effettuare una buona analisi preventiva.

Questa analisi viene di solito effettuata durante il sopralluogo dell’impresa esecutrice, in collaborazione con il tecnico di fiducia del proprietario. L’analisi deve raggiungere una conoscenza approfondita della struttura del muro da insufflare tramite ispezioni strumentali.

In primo luogo si apre un foro nella parete che permette di misurare esattamente la camera d’aria. Successivamente con una sonda endoscopica ci si assicura della pulizia dell’intercapedine. Si prende nota dei possibili ostacoli all’avanzata del materiale isolante (tubazioni, canne fumarie, altri impianti).

Si deve procedere poi ad un’analisi con termocamera, sia dall’interno che dall’esterno. La termografia fornisce dati affidabili tanto sulla struttura come sulla posizione dei ponti termici esistenti.

Una volta effettuate l’analisi preventive, sappiamo che le parti di cemento armato sono state protette con dei laterizi, l’insufflaggio porterà i tanto attesi benefici.

Schema insufflaggio senza ponti temici.
Sezione incontro parete esterna – solaio. Senza ponti termici.

Nell’esempio qui sopra l’insufflaggio non lascia ponti termici irrisolti. La trave in calcestruzzo trasporta il calore interno verso l’esterno, ma prima di arrivare alla superficie fredda dell’intonaco esterno si trova una pianella di laterizio. Questo strato di laterizio crea una discontinuità nella trasmissione del calore. Il nostro insufflaggio sarà efficace e magari anche il nostro vicino di sotto deciderà di provvedere a farlo.

Schema insufflaggio con ponte termico.
Sezione incontro parete esterna – solaio. Con ponte termico.

Se però dalle analisi preventive si riscontra che la trave è direttamente a contatto con l’intonaco esterno è assolutamente sconsigliato procedere all’insufflaggio. Questo ponte termico non è di facile soluzione, ma il vostro tecnico di fiducia provvederà a fornirvi soluzioni alternative. Insufflaggi parziali con cappotti interni opportunamente combinati potrebbero risolvere il problema. Solo il vostro tecnico di fiducia dopo l’analisi preventiva puó proporre soluzioni adatte alle caratteristiche costruttive del vostro edificio. Fidatevi di lui.

Perchè non conviene insufflare muri creando ponti termici

Schema insufflaggio con ponte termico, umidità e muffe.
Schema di entrata del freddo, delle superfici di condensazione e della comparsa di muffe.

Per comodità osserviamo lo stesso schema di prima con il disegno del “percorso del freddo”. Dalla superficie della trave il freddo entra all’interno espandendosi. Quando l’umidità ambientale interna (che ha una certa temperatura) tocca una superficie abbastanza fredda, si trasforma in acqua: si condensa. Il processo di condensazione è difficile da gestire perchè alimentato in forma continua dalla differenza di temperatura e dalla quantità di umidità nell’aria.

Alcune volte noi tecnici sentiamo erroneamente affermare:”basta ventilare un po’ di piú e le macchie spariscono”. Chiunque abbia lottato con l’umidità in una casa, sa per certo che questa affermazione è sbagliata. Bisogna infatti ricordare che la macchia è il sintomo di un problema e non il problema stesso. Aprendo la finestra o ventilando meccanicamente uno spazio si agisce sul sintomo (forse), ma non si affronta il problema nato dalla insensata applicazione dell’insufflaggio in una parete di questo tipo.

Volendo rincarere la dose, non è detto che l’umidità condensi sulla parete del nostro salotto, potrebbe condensarsi all’interno dell’intercapedine!

La presenza di acqua condensata all’interno dei muri genera numerosi problemi, come il proliferare di batteri, muffe e licheni che non sono unicamente un problema estetico.  Con il passare delle stagioni è probabile che le macchie appaiano in facciata.

C’è da ricordare inoltre che alcuni materiali isolanti sono parzialmente idrosolubili e che si scioglierebbero a contatto con la condensa.  Questo aprirebbe delle bolle nel materiale isolante, ossia nuovi ponti termici, peggiorando ulteriormente la situazione.

Tuttavia non disperate! Se le analisi preventive riscontrassero delle incompatibilità con il sistema dell’insufflaggio il vostro tecnico di fiducia vi saprà accompagnare verso altri interventi volti al risparmio energetico applicabili alla vostra casa!

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cucina con isola piccola

Cucina piccola con isola

Non è detto che una cucina piccola non possa avere un’isola centrale.

L’isola in cucina è un elemento ingombrante e presenta dei pro e dei contro; si pensa che difficilmente si possa avere un’isola centrale in un ambiente piccolo, ma non sempre è così.
Ecco come abbiamo progettato e realizzato la nostra piccola cucina con isola centrale.

Lo stato di fatto si presentava così, un piccolo soggiorno separato con una porta da un cucinino minuscolo. Le basi nel cucinotto erano profonde appena 50 cm, di conseguenza non era possibile dotarle di normali elettrodomestici ad incasso, che necessitano di basi profonde almeno 60 cm.


ristrutturare la cucina con isola
Il cantiere in fase di demolizione per unire il soggiorno con l’angolo cottura

Lo stato di fatto si presentava così, un piccolo soggiorno separato con una porta da un cucinino minuscolo.
All’interno non ci si poteva muovere: era necessario demolire la parete e far uscire la cucina in soggiorno, ma come fare? Per di più il cucinino aveva una forma irregolare a trapezio, difficilmente arredabile con mobili industriali e non realizzati su misura in falegnameria.
Abbiamo quindi demolito la parete e unito il piccolo spazio della cucina con il resto dell’ambiente, reso molto più luminoso proprio grazie all’intervento.

La progettazione della zona cucina per sfruttare ogni centimetro a disposizione con un arredo bello e di design

cucina con isola piccola


Nella zona cucina è stata mantenuta la zona lavello e varie basi dispensa per cestoni e cassetti. Per il lavabo, dato che si voleva mantenere un linguaggio vintage, si è optato per un lavabo in ceramica da appoggio della Dolomite dim. 90X45, anche perchè per ragioni di spazio bisognava mantenere per le basi una profondità massima di 50 cm.
A prima vista la cucina sembra essere realizzata in muratura, a causa di una spalla che nasconde lateralmente le basi e sulla quale prosegue il top. In realtà la cucina è interamente in legno e costituita da moduli standard, mentre sono le spalle in muratura ad essere state realizzate ad hoc.

A prima vista la cucina sembra essere realizzata in muratura, a causa di una spalla che nasconde lateralmente le basi e sulla quale prosegue il top. In realtà la cucina è interamente in legno e costituita da moduli standard…

Scopri le cucine progettate dallo studio Lacasapensata in collaborazione con la nostra falegnameria di fiducia

Il piano cottura ad induzione si mimetizza bene con il top in quarzo nero lucido. All’interno delle basi sottostanti invece è stato possibile collocare quegli elettrodomestici che mantenendo la cucina nella sua posizione originaria non ci sarebbero stati. Ad esempio il forno ad incasso o la lavastoviglie da 45 cm, molto indicata in casi come questo.

L’isola come elemento di congiunzione tra l’angolo cottura e il soggiorno, sintesi tra estetica e funzionalità

cucina con isola piccola
Il piano a induzione si mimetizza con il top in quarzo scuro, mentre nelle basi sottostanti abbiamo posizionato il forno e una lavastoviglie slim da 45 cm.
lavabo in ceramica
Il lavabo in ceramica da appoggio della Dolomite dim. 90X45 ha permesso di mantenere per le basi una profondità massima di 50 cm.
cappa sospesa isola
La cappa a soffitto diviene un elemento decorativo oltre che funzionale e ben si abbina con la semplicità della luce a sospensione in canapa

L’isola di questa piccola cucina tuttavia non è solo un elemento funzionale, ma anche estetico. L’elegante cappa filtrante a soffitto sembra essere una luce a sospensione, si comanda con un comodo telecomando e ben si abbina grazie alla finitura nero opaco. L’abbinamento ricorrente del bianco delle ante o delle piastrelle a rivestimento con il nero dei vari pezzi di arredamento, come la cappa, il termoarredo o lo stesso top in quarzo risulta elegante nella sua semplicità e leggero abbinato alle tonalità neutre del legno naturale.

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cucina con isola centrale milano

Cucina con isola centrale

Cucina con isola centrale: dalla progettazione alla realizzazione

L’isola centrale facilita i momenti di convivialità, elemento di giunzione tra soggiorno e angolo cottura.

Una cucina con isola centrale significa  molte cose. Può significare la volontà di mostrare e condividere un momento molto intimo, come quello di preparazione delle pietanze.
La cucina non è più nascosta, limitando al soggiorno il ruolo di ambiente di rappresentanza. La cucina stesa diviene un elemento di rappresentanza.

Attorno ad una cucina con isola centrale gli ospiti si possono intrattenere, magari davanti ad un buon calice di vino, nell’attesa che la cena sia pronta.

Una cucina con isola centrale è sinonimo di comodità nella preparazione delle pietanze. Non per forza bisogna avere una lavello o i fuochi in una cucina con isola centrale. Non a tutti piace l’idea di rinunciare ad uno scolapiatti, o avere una cappa che pende dal soffitto.

Una cucina con isola centrale può solamente svolgere una funzione contenitiva o mettere a disposizione un ampio piano di lavoro.

Lo stato di fatto, la parete della cucina prima del nostro intervento

cucina con isola centrale prima dell'intervento
La parete della cucina che è stata sostituita con la nuova cucina con isola centrale prima della ristrutturazione dell’appartamento.
ristrutturazione cucina milano
Fase di picozzatura della parete di preparazione per la rasatura. Successivamente verrà applicato lo schienale in quarzo grande formato.

Ecco da cosa siamo partiti: una parete vuota, abbastanza squallida, con un rivestimento in piastrelle da capitolato 20X20. Un foglio bianco insomma, con un unico vincolo, la colonna di ventilazione sulla destra (in alto sul lato sinistro si può vedere il buco di innesto della cappa aspirante).

progettazione cucina su misura milano
Dal rilievo alla progettazione: la prima proposta di progetto

Dal rilievo siamo passati alla progettazione: le richieste erano chiare, la proprietaria voleva una cucina di una certa importanza, molto contenitiva ma allo stesso tempo leggera e dotata ovviamente di un’ isola  per la preparazione delle pietanze.

Una piastra ad induzione, una cappa a giorno, capienti cestoni, un lavello ad una vasca, ma più grande del solito, un pensile per lo scolapiatti e qualche elemento a giorno.
Lateralmente abbiamo proposto invece una parte interamente contenitiva, dedicata agli elettrodomestici e a tutti i vani dispensa, indispensabili in cucina.

isola sospesa con top in quarzo
La nuova cucina su misura con isola e top in quarzo terminata e posata.

Di seguito alcuni particolari della cucina realizzata su misura dalla nostra falegnameria di fiducia, sinonimo di materiali di qualità e cura durante la posa in opera.

Un’isola e il suo piano di lavoro sono inutili se non si può utilizzare comodamente un elettrodomestico. Sulla destra abbiamo quindi inserito una presa di corrente elegantemente protetta da una placca metallica apribile a push.
Il resto dello spazio è occupato da capienti cassetti e cestoni per le pentole e padelle.

cucina con isola centrale
cucina con isola sospesa

Per “alleggerire” l’elemento isola a causa delle dimensioni importanti, abbiamo deciso di realizzare un mobile sospeso. La cucina sospesa permette di avere una continuità visuale della pavimentazione, un bel parquet in legno di rovere finito ad OLIO U.V.
Una barra a led incassata inferiormente contribuisce ad illuminare la stanza favorendo la convivialità grazia ed una fonte luminosa soffusa e d’ambiente.

Altro elemento fondamentale in una cucina: il piano di lavoro

Per quanto riguarda il piano della cucina, ci siamo affidati ad un’impresa leader nel settore dei top in quarzo; la Silestone.
In questo caso il top è illuminato a spot grazie a tre eleganti sospensioni, anch’esse nere. Sullo sfondo lo schermo del televisore, incassato in un’apposita struttura in cartongesso ed illuminato lateralmente da due barre led da pavimento a soffitto.

Utilizzare un Top in quarzo nero permette inoltre di “mascherare” la presenza del piano ad induzione, che quasi scompare nel piano di lavoro.

top quarzo cucina con isola
colonne contenitive cucina

La Silestone tuttavia non ha fornito solo il piano di lavoro, o top, ma anche lo schienale, quindi la lastra a protezione del muro.
Per lo schienale è stata utilizzata una lastra in quarzo bianco, nel quale sono stati aperti dei buchi in corrispondenza delle prese elettriche di servizio. Un esempio della maestria e precisione nella posa da parte della nostra falegnameria di fiducia.

Soffermandoci sulla parte più prettamente contenitiva della cucina su misura Milano, partendo da sinistra abbiamo:
-i primi 60 cm di pannellatura fissa a nascondere la canna di ventilazione
-una parte a giorno dotata di presa elettrica per la macchina del caffè
-colonna frigo
-tre moduli dispensa con forno centrale, una parte a giorno e boiserie terminale a coprire un pilastro preesistente.

Le nostre cucine su misura Milano sono cucine realizzate in base ai gusti, alle abitudini e alle necessità dei nostri clienti.  Ogni pezzo è studiato come in sartoria, i materiali sono di qualità  (no truciolare) e la funzionalità si accompagna all’estetica!

Esempi di cucine realizzate

Dai un’occhiata alle nostre cucine su misura cliccando QUI e richiedi senza impegno un sopralluogo ed un preventivo compilando il nostro modulo di contatto.

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Parete attrezzata su misura

Parete attrezzata su misura a Milano

Significato ed evoluzione di una parete attrezzata su misura realizzata a Milano

Una parete attrezzata, nel linguaggio tecnico, è un elemento con un duplice compito, dividere due spazi e arredare. Di solito è un elemento caratterizzato da un gran numero di spazi contenitivi ed espositivi.

Tuttavia nel linguaggio comune il termine “parete attrezzata” ci si riferisce alla parete del soggiorno che ospita il maggior numero di prese elettriche o di altri impianti. Sulla “parete attrezzata” si trovano il televisore, il modem, il telefono etc.
La parola “attrezzata” passa quindi a riferirsi alla quantità di impianti esistenti, che poi vengono normalmente coperti da mobiletti, librerie, moduli contenitori o mansolature.

Utilizzando il gergo comune, forse piú chiaro, una libreria può essere intesa come “parete attrezzata” così come un modulo basso sovrastato da mensole o pensili.

In un cantiere di Gaggiano (MI), la nostra “parete attrezzata” ha ridisegnato lo spazio del soggiorno dotandolo di carattere e aumentandone la vivibilità. Vediamo nel dettaglio l’evoluzione di questo elemento progettato e realizzato su misura.

Evoluzione della parete attrezzata su misura a Milano

Parete attrezzata su misura prima dei lavori di ristrutturazione Completamento degli impianti della parete attrezzata su misura: realizzazione del controsoffitto dotato di faretti e spostamento dello split dell'aria condizionata

La progettazione di questa “parete attrezzata” su misura è stata parte di un intervento piú amplio che ha riguardato la ristrutturazione dell’intero appartamento.
La foto in alto racconta la situazione prima dei lavori: la parete di fondo era soffocata da un divano molto grande che impediva l’uso dello spazio. Inoltre, due punti luce notevolmente sottodimensionati incastravano un quadro centrale, di dimensioni notevoli, ma non apprezzabile.
Sulla parete di sinistra, poi,  si trovava un vecchio split ingiallito dell’aria condizionata.

parete soggiorno su misura

camino bioetanolo milano La nostra “parete attrezzata” è composta da due “momenti” che grazie al modulo in verticale separano e allargano la percezione della parete. Il gioco di bicromia tra il mobile bianco ed il fondo setoso (pittura Alpha Orient della Sikkens), alleggerisce la struttura della parete.

Il “momento” di sinistra è incentrato sul camino a bioetanolo ( modello Graffiti della Maison Fire ) mentre a destra un televisore di 60 pollici bilancia la composizione.
La base del mobile è completamente contenitiva, dotata di moduli capienti con apertura a ribalta alti 35 cm e profondi 40 cm.  Sulla sinistra, poi, lo spazio vuoto è predisposto per ospitare un tavolo pieghevole che, chiuso, può essere posizionato di fronte al divano.

Il vecchio split (non sostituito perchè ancora funzionante) è stato inglobato all’interno del modulo superiore della parete attrezzata con una comoda apertura a ribalta.

Il pannello di boiserie dietro al televisore maschera i cavi e crea uno spessore per inserire una parte dell’illuminazione della stanza.  L’illuminazione, infatti,  è  un elemento fondamentale per la buona riuscita di una parete attrezzata su misura.
Mancando una luce centrale nella stanza, sono stati integrati dei faretti a scomparsa in gesso nell’abbassamento del soffitto che offrono un’illuminazione potente e verticale.

D’altra parte, le strisce led dietro al televisore, sono provviste di dimmer che permette di regolare l’intensità della luce a distanza. In questo modo con una unica fonte luminosa è possibile creare differenti scenari luminosi  da retroillumunazione salvavista quando si guarda la televisione a luce avvolgente per cene di classe.

Siamo a disposizione per progetti e preventivi per realizzare la tua parete attrezzata su misura a Milano e provincia!

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parete attrezzata con cucina

Soggiorno con angolo cottura

Soggiorno con angolo cottura

Come abbiamo integrato la cucina con la parete attrezzata della sala

Uno degli interventi più comuni nelle nostre ristrutturazioni è l’eliminazione del cucinotto per inglobare il soggiorno con angolo cottura.
Quando non c’è spazio per un tavolo, le cucine si trasformano in rifugi poco vissuti e valorizzati. Nelle nostre città si trovano molte cucine strette e lunghe ad esempio, che vengono usate solo per cucinare.

In questi casi, può convenire demolire il muro tra la cucina e il soggiorno per creare un unico spazio.

Secondo il Regolamento Edilizio del Comune di Milano la superficie minima che deve avere un soggiorno con spazio di cottura è di 17 mq. Di conseguenza la superficie finestrata minima per soddisfare i rapporti aeroilluminanti è di 1,7 mq. (Il rapporto aeroilluminante per il Comune di Milano è di 1/10)

Se demolendo il muro tra soggiorno e cucina si creerà un ambiente unico di almeno 17 mq e con almeno 1,7mq di finestre, potremo creare il nostro soggiorno con angolo cottura.

Unire il soggiorno con angolo cottura richiede un linguaggio unitario nell’arredo.
È consigliabile usare gli stessi colori e materiali sia in soggiorno che nell’angolo cottura, rispettando un progetto che includa due ambienti che hanno due funzioni differenti.

Ecco una serie di immagini di prima e dopo i lavori di uno dei nostri ultimi appartamenti consegnati in cui abbiamo deciso di unire il soggiorno con angolo cottura.

parete attrezzata con angolo cottura
Il muro demolito lascia spazio alla cucina

Soggiorno con angolo cottura
L’aggiunta di una finestra (prima in cucina) rende il soggiorno più luminoso e gradevole. 

soggiorno con angolo cottura
La sala prima e dopo l’intervento. Con un progetto unitario abbiamo trasformato un angolo in una moderna parete attrezzata

Nella composizione della cucina abbiamo deciso di posizionare un lavabo angolare.
In questo modo lo spazio più difficilmente accessibile (le basi ad angolo) è stato destinato ad ospitare le vasche dei lavelli , il sifone, le pattumiere…

Le basi rimanenti sono state destinate a comodi cestoni per pentole e padelle e a capienti cassetti.
Sulla destra del forno abbiamo installato una lavastoviglie (a larghezza ridotta a causa del poco spazio a disposizione).

Terminate le basi della cucina inizia la parete attrezzata, all’interno della quale abbiamo inserito anche uno spazio di lavoro per il computer, grazie ad un piano estraibile e ad un cassetto per alloggiare la tastiera.

parete attrezzata e cucina
Il top della parete attrezzata è munita di un piano a scomparsa per utilizzare comodamente il computer

Nella foto è visibile anche uno degli elementi ricorrenti nelle nostre cucine, il top della cucina in grès porcellanato, estremamente duro e resistente, delimitato da un bordo in acciaio inossidabile.

È importante ricordarsi che demolire una parete interna per unire il soggiorno con angolo cottura comporta sempre la consegna di una pratica edilizia in comune da parte di un professionista abilitato.

Siamo a disposizione per preventivi e consulenze per progettare e realizzare la vostra nuova casa!

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documenti chiedere all' impresa edile

Quali documenti chiedere all’impresa edile

Che documenti deve avere l’impresa edile che ristruttura?

Prima di affidare i lavori di ristrutturazione ad un’impresa edile, soprattutto se non ci si affida ad un tecnico di fiducia, è buona cosa sapere quali sono i documenti da farsi consegnare.

  1. IL CONTRATTO

    Quali documenti chiedere all’impresa edile:
    Tra di documenti da farsi consegnare dall’impresa edile il più importante è sicuramente il contratto scritto, con indicati i costi unitari e a corpo di ogni lavorazione. É importante che ci sia sempre un accordo scritto perchè le lavorazioni possono cambiare in corso d’opera ed entrambe le parti si devono tutelare. É consigliabile indicare una data di fine lavori e contestuale consegna dell’immobile. Se un ritardo comportasse un qualsiasi tipo di problema, chiedere una penale all’impresa edile per ogni giorno di ritardo. Ovviamente se durante i lavori ci sono stati degli extra non previsti che hanno allungato i lavori bisogna tenerli in considerazione.

  2. DURC E VISURA CAMERALE

    Quali documenti chiedere all’impresa edile:
    Il termine DURC significa Documento Unico di Regolarità Contributiva ed è un documento che bisogna esibire in caso di controllo dell’Agenzia delle Entrate.
    In sintesi il DURC stabilisce che l’impresa è in regola con i suoi pagamenti, quindi ci si può avvalere dell’impresa edile per la propria ristrutturazione.
    Il DURC è un documento che bisogna chiedere sempre all’impresa edile prima di ogni ristrutturazione. In assenza di tale documento si rischia di perdere le detrazioni e di risarcire le somme dovute.

     

    documenti dell'impresa edile
    Quali documenti chiedere all’impresa edile: il DURC è un documento fondamentale per non rischiare di perdere le detrazioni fiscali


    ATTENZIONE
    perchè il DURC ha una validità limitata!
    Essendo uno strumento di controllo, il DURC ha una validità limitata, quindi bisogna sempre controllare che rientri nel periodo di validità e che non sia scaduto.

    Altro documento da farsi consegnare dall’impresa edile è la visura camerale.
    La visura camerale non è un documento da esibire, ma contiene le informazioni necessarie per la compilazione delle pratiche edilizie, siano CILA, SCIA o PDC.

  3. COMUNICAZIONE DI INIZIO LAVORI

    Quali documenti chiedere all’impresa edile:
    In ogni ristrutturazione è necessaria una comunicazione di inizio lavori, sia una CIL, una CILA, una SCIA o un PDC.
    Tante volte le imprese edili promettono costi azzerati per la redazione delle pratiche edilizie e dei permessi necessari. Per esperienza personale posso dire però che nella maggior parte dei casi le imprese edile passano la pratica ad un professionista esterno,  incrementando gli importi di ogni singola lavorazione per coprirne il costo.

    Chi promette pratiche edilizie a costo zero, o mente oppure lavora in forma gratuita…

    Recentemente una signora poi divenuta cliente  mi ha contattato perchè aveva interrotto i rapporti con la propria impresa edile per problemi vari. L’impresa si rifiutava di darle la comunicazione di inizio lavori consegnata in comune.

    In caso di controlli dell’Agenzia delle Entrate ci sarebbero stati sicuramente dei problemi con le detrazioni fiscali.
    In breve, ho dovuto fare una visura in comune e recuperare una copia certificata della pratica edilizia consegnata, accorgendomi per di più che i lavori realizzati non erano del tutto conformi alla CILA presentata.

  4. CERTIFICATI DEGLI IMPIANTI

    Quali documenti chiedere all’impresa edile:
    In caso si sostituisca la caldaia, venga rifatto l’impianto elettrico o del gas, l’impresa incaricata deve consegnare sempre i certificati al committente. Questi certificati sono indispensabili nel caso si voglia ad esempio affittare casa, in quanto sono documenti da allegare al contratto.

    É un diritto del committente farsi consegnare i certificati degli impianti realizzati a casa propria, anche perchè non è possibile farli fare ad un tecnico differente da quello che ha realizzato l’impianto.

  5. DICHIARAZIONE ENEA

    Quali documenti chiedere all’impresa edile:
    Se l’impresa è stata incaricata di effettuare un lavoro che comporti la detrazione fiscale per risparmio energetico ( il caso più comune è la sostituzione degli infissi), a fine lavori bisogna fare la comunicazione ENEA.
    La comunicazione ENEA in sintesi è un documento che attesta e quantifica l’effettivo risparmio energetico raggiunto.  Assieme allo specifico bonifico è indispensabile per ottenere le detrazioni fiscali per risparmio energetico.

  6. AGGIORNAMENTO CATASTALE

    Quali documenti chiedere all’impresa edile:
    L’aggiornamento catastale è l’ultimo documento da richiedere all’impresa edile se questa offre un pacchetto chiavi in mano che comprende ristrutturazione+pratiche edilizie.
    L’aggiornamento catastale  si fa a fine lavori e serve per comunicare al fisco il valore della rendita catastale di un immobile.  La rendita si basa su vari parametri, tra i quali il numero di vani e la superficie, quindi in seguito ad una ristrutturazione può aumentare o diminuire. Non è detto che la situazione sia sempre peggiorativa, anzi…
    Nei comuni casi di demolizione dell’ingresso c’è una riduzione del numero di vani, quindi la rendita può diminuire.

Quali documenti chiedere all’impresa edile:

Questi sono tutti i documenti che l’impresa edile deve consegnare al committente nei casi di ristrutturazione di interni più comuni.
Un consiglio, se non ci si affida a un tecnico di fiducia, è tenerli sempre a mente, perchè un documento mancante può comportare la perdita delle detrazioni fiscali!

 

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Impresa edile milano

Come trovare la tua impresa per ristrutturazioni a Milano

Trovare un’impresa edile per ristrutturazioni a Milano non è difficile…
Le imprese edili sono tante così come tanti sono i siti che offrono preventivi gratis da confrontare. Alla quantità di annunci e slogan spesso però non corrisponde l’effettiva qualità dei servizi offerti.
Lacasapensata non solo mette in contatto i suoi clienti con un’impresa edile milano, ma si assume la responsabilità della qualità del risultato.

Lo studio si occuperà di tutte le fasi che costituiscono una ristrutturazione, quindi:

  • gestione delle pratiche edilizie necessarie
  • redazione di un progetto “su misura”
  • consulenza sulla scelta dei materiali
  • raccolta dei preventivi delle imprese
  • progettazione dell’arredo

Una nostra ristrutturazione completa

Un cliente ci ha contattato perchè non conosceva direttamente una impresa edile a Milano valida ed aveva bisogno di un consiglio per la ristrutturazione di casa sua. Gli spazi erano gestiti male anche se l’appartamento nel complesso non era piccolo.

Qualche mobile, come l’armadio libreria in soggiorno, il divano o le camere da lettto, erano da riutilizzare nella casa nuova, ma il resto degli arredi compresi i sanitari erano da sostituire.

Privo di un progetto che gli avrebbe fatto guadagnare veramente lo spazio necessario, era inutile chiedere preventivi ad un’imprese edile, così si è rivolto al nostro studio.

progetto ristrutturazione impresa edile milano

Se si confrontano le planimetrie dello stato di fatto prima dei lavori e il progetto proposto, sono chiari i vantaggi che hanno giustificato tutti gli interventi proposti. In breve:
Continua la lettura di Impresa edile milano

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Sanatoria per certificato di idoneità statica

Quando è necessaria una sanatoria per certificato di idoneità statica

Il Certificato di Idoneità Statica, abbreviato a  CIS, è un documento che come anticipa il nome stesso,  certifica  l’idoneità statica di un edificio.
Come sanno ormai bene gli amministratori di condominio attivi a Milano, questo certificato sarà obbligatorio  a partire dal 2019. La mancata presentazione del CIS comporta la non agibilità dell’intero stabile ed il conseguente crollo del valore immobiliare.
Come se non bastasse, la compravendita di un immobile sprovvisto di CIS non sarà possibile.

Dato l’approssimarsi della fatidica data, gli amministratori cominciano pertanto a portarsi avanti, chiedendo per tempo ai condomini di farsi consegnare le licenze edilizie degli appartamenti.
Con il termine licenza edilizia non si intendono le schede catastali, le quali non hanno valore probatorio, ma quelle comunicazioni inviate al comune nel caso siano stati affrontati dei lavori di ristrutturazione.

sanatoria per certificato di idoneita statica

Per licenze edilizie si intendono quindi le  vecchie DIA, o le più recenti SCIA, CIAL, CILA e PDC, tutte pratiche inviate dal tecnico che ha seguito la ristrutturazione presso gli uffici tecnici dei comuni ove sono depositate. 

Licenze edilizie alla mano, sarà possibile consegnarle al tecnico incaricato del condominio a compilare il certificato idoneità statica, in maniera tale che questo sia agevolato nel suo lavoro.
In caso contrario sarà costretto a ritardare oltremodo la verifica di ogni singolo appartamento.  Un processo se vogliamo già lungo di per sè a causa della sua complessità.

Detto questo, quando è necessaria una sanatoria per certificato di idoneità statica?  Quando il proprietario di un appartamento ha eseguito dei lavori senza comunicare nulla all’ufficio tecnico comunale.

Non sono rari i casi in cui un condomino ha ristrutturato il proprio appartamento senza inviare le dovute comunicazioni ma affidandosi unicamente ad un’impresa edile.
In questo caso l’unica soluzione per non rischiare di far perdere l’agibilità all’intero condominio è quello di sanare l’abuso con una sanatoria per certificato di idoneità statica.

Un abuso edilizio può essere sanato a Milano con una CILA o una SCIA in sanatoria, in dipendenza del tipo di intervento effettuato abusivamente.
Se si è intervenuti sulla struttura dell’edificio, demolendo ad esempio un muro portante, la sanatoria per certificato di idoneità statica si ottiene con una SCIA.
Se invece sono stati spostati solamente muri divisori non portanti occorre presentare una CILA in sanatoria.

Sono previste delle sanzioni per una pratica edilizia in sanatoria?

Per presentare una CILA in sanatoria o una SCIA in sanatoria sono previste ovviamente delle sanzioni.
La CILA in sanatoria prevede una sanzione di 1000 euro in fase di presentazione della pratica, mentre per la SCIA in sanatoria il discorso cambia.
La SCIA in sanatoria prevede infatti due passaggi, una prima sanzione di 500 euro circa da versare al comune al momento del protocollo della pratica, mentre è previsto un aggravio da parte dell’Agenzia delle Entrate nell’arco dei tre mesi successivi.
Quanto più l’abuso ha incrementato il valore dell’immobile tanto più elevato sarà l’aggravio.
Nella forma dunque il pagamento è dilazionato in caso di SCIA in sanatoria, ma nella sostanza alla fine la quota da versare a titolo di sanzione è più o meno la stessa se il valore dell’appartamento è ritenuto invariato.


Clicca qui per sapere di più sull’obbligo del Certificato di Idoneità Statica a Milano.


Come fare per ottenere una visura del proprio appartamento

Per sapere cosa è depositato al comune relativamente a casa propria occorre presentare una richiesta di accesso agli atti all’ufficio tecnico del proprio comune.
Previo il pagamento dei diritti di segreteria, sarà possibile ottenere l’ultima concessione edilizia depositata. Se invece interessa risalire direttamente agli atti di fabbrica, se l’edificio è stato realizzato prima del 1927, conviene recarsi direttamente all’archivio storico e in forma gratuita. Leggi come ricavare gli atti di fabbrica in archivio storico a Milano.

Il certificato di idoneità statica è un documento destinato a creare non pochi problemi a chi ha eseguito degli abusi edilizi, compromettendo l’agibilità di casa propria e dei vicini. Se serve presentare una richiesta di sanatoria per certificato di idoneità statica contatta lo studio Lacasapensata per un preventivo gratuito*.

*I sopralluoghi effettuati possono comportare un costo per  l’uscita del tecnico a seconda della posizione. 

 

 

 

 

 

 

 

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atti di fabbrica edificio

Come ottenere gli atti di fabbrica di un edificio

Recuperare gli atti di fabbrica edificio può essere un’operazione lunga e dolorosa…

(oppure può trasformarsi in una bella esperienza, dipende dall’edificio che si cerca)

La mia esperienza personale  all’Archivio storico di Milano

Tante volte mi è capitato di manifestare in questi miei articoli una certa soddisfazione per quanto riguarda la gestione in materia edilizia da parte del Comune di Milano.
Non c’è dubbio che sotto molti aspetti l’informatizzazione stia aiutando noi professionisti a svolgere il nostro lavoro con più rapidità.
Sebbene all’inizio è comprensibile che ci siano delle difficoltà ad accettare la novità da parte di molti colleghi, tutto sommato la direzione intrapresa penso sia quella giusta.

L’informatizzazione è doverosa in ogni settore e anche in questo, ma quando l’informatizzazione diventa spersonalizzazione non si migliorano le cose, anzi.

Sono stato contattato da un condomino di un edificio che voleva sapere con certezza se una costruzione presente in un cortile sotto le finestre del suo appartamento fosse in regola o abusivo.
La domanda che mi è stata posta era: ma gli atti di fabbrica edificio prevedevano il volume tanto odiato realizzato in cortile e quindi nascosto dalla via pubblica?
Il dubbio era grande, anche perchè la costruzione in questione somigliava più a una baracca che a un edificio ed era assente dall’elaborato planimetrico catastale.

Concessione edilizia edificio antico
Come ottenere i disegni tecnici originali depositati all’archivio Storico di Milano di un edificio costruito prima del 1927 in forma assolutamente gratuita. 

Occorreva risalire agli atti di fabbrica edificio, così con una comoda PEC ho provveduto ad inoltrare una richiesta visure atti di fabbrica al comune di Milano, previo pagamento dei rispettivi 25 euro previsti.
Questo era infatti il procedimento da seguire e che si legge sul sito del Comune di Milano: pagare, mandare la richiesta e aspettare almeno un mese.
La risposta alla mia mail è arrivata infatti dopo più di un mese.
Mi venne quindi comunicato che il documento richiesto era presente all’Archivio Storico presente nel cortile della Rocchetta al Castello Sforzesco.

Come ottenere gli atti di fabbrica edificio in giornata

L’edificio era anteriore al 1927, quindi come mi spiegò l’addetto gli atti di fabbrica edificio erano depositati in archivio storico e non nella sede centrale di Via Bernina.

La visita all’Archivio storico del Comune di Milano è stata una piacevole esperienza data l’atmosfera tipica delle vecchie biblioteche e da quella sensazione di ricercatore che si ha quando si sfogliano documenti risalenti a  più di cento anni fa.

Ciò che mi ha lasciato perplesso è stato venire a conoscenza del fatto che, se già si sa che l’edificio oggetto della ricerca è anteriore al 1927:
  • non è necessario mandare la richiesta in comune
  • non è necessario aspettare un mese per la risposta
  • non è necessario pagare i 25 euro richiesti dall’ufficio tecnico.

Ma allora perchè avevo dovuto aspettare tanto? Non potevano scrivere sul sito che se l’edificio era anteriore al 1927 bisognava recarsi direttamente all’archivio storico?

Se l’edificio che si sta cercando è stato realizzato prima del 1927 e servono gli atti di fabbrica bisogna semplicemente recarsi all’Archivio Storico di Milano situato al Castello Sforzesco e richiedere i documenti che servono a uno dei gentili addetti.

In meno di 10 minuti si avranno i documenti richiesti e sarà perfino possibile fotografare tutti i disegni che si vuole.

Questo articolo non vuole essere una denuncia, vuole solamente aiutare chi cerca i disegni tecnici originali di un edificio antico senza che questo si senta ad un certo punto preso in giro.  A Milano il servizio c’è ed è efficiente, basta solo un pò più di informazione!

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Nuovi moduli CILA comune di Milano

Disponibili sul sito del comune di Milano i nuovi moduli CILA

Sono disponibili sul sito del Comune di Milano da ieri 03/07/2017 i nuovi moduli CILA validi per il Comune di Milano dedicati ai lavori di manutenzione straordinaria.

La prima novità è che i nuovi moduli CILA sono i medesimi sia per lo Sportello Unico Centrale (SUE) che per le zone di decentramento; non c’è più il pericolo di confondersi quindi.
Inoltre, rispetto ai vecchi moduli, che comprendevano Comunicazione di Inizio LavoriSoggetti Coinvolti in un unico documento, ai nuovi moduli CILA occorre allegare anche l’appartato dedicato a imprese e tecnici incaricati denominato appunto Soggetti Coinvolti

Quali novità con i nuovi moduli CILA Comune di Milano

Dopo una prima arrabbiatura da parte del sottoscritto che è si visto rigettare una CILA perchè i moduli che aveva scaricato dal sito del comune una settimana prima (il tempo di raccogliere le firme necessarie da parte del cliente) non erano più validi ed accettabili da parte del tecnico allo sportello, ecco spiegato in cosa consistono le novità dei nuovi moduli CILA comune di Milano.

Fino al mese scorso chi voleva affrontare un piccolo intervento, come la demolizione di una parete all’ingresso o lo spostamento di una porta, era costretto ad incaricare un’impresa non potendo effettuare i lavori in prima persona.
Con i nuovi moduli CILA comune di Milano per manutenzioni straordinarie, al paragrafo H dedicato all’Impresa esecutrice dei  lavori, esiste la possibilità di dichiarare quanto segue.

 “In quanto opere di modesta entità che non interessano le specifiche normative di settore, i lavori saranno eseguiti in prima persona, senza alcun affidamento a ditte esterne”.

Con la nuova CILA  si possono realizzare piccoli interventi in prima persona.

Una buona notizia per gli amanti del fai da te!
Scherzi a parte, era incredibile che anche per spostare una porta prima si dovesse chiamare ed incaricare un’impresa per essere in grado di segnalare il cambio al comune.
Fino ad una settimana fa si potevano realizzare solo interventi in sanatoria in prima persona e senza impresa, dichiarando quindi i lavori come già effettuati.  Impostare la CILA come CILA in sanatoria comportava però il pagamento della sanzione prevista di 1000 euro.
Questo tipo di richieste porta le persone a rinunciare a far le cose per bene e a non dichiarare niente. Credo per questo motivo quindi con la nuova CILA hanno reintrodotto la possibilità di realizzare piccoli interventi da soli senza indicare per forza i dati di un’impresa.

nuovi moduli CILA
Pratiche edilizie per ristrutturazioni e opere di manutenzione straordinaria

La CILA e l’obbligo della sicurezza in cantiere.

Realmente non si tratta proprio di una novità, perchè già da tempo in presenza di più di un’impresa coinvolta anche non contemporaneamente il committente era obbligato ad incaricare il coordinatore per la sicurezza.
Prima però attorno alla questione sicurezza, potenzialmente un elemento discriminante per quanto riguarda il diritto alle detrazioni, gravitava un alone di mistero.
Nei nuovi moduli CILA è chiaramente specificato che se si ricade nell’ambito di applicazione delle norme in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro (d.lgs. n. 81/2008) , quindi con più di un’impresa coinvolta oppure  in presenza di una sola impresa ma con più di 200 uomini/giorno, occorre allegare alla CILA la notifica preliminare.

La notifica è quel documento redatto dal coordinatore della sicurezza che notifica alla ASL l’apertura di un cantiere, nel quale vengono indicate durata e importo indicativo dei lavori  e l’elenco delle imprese autorizzate ad entrarci.

Come si calcola il numero di uomini/giorno in un cantiere?

Semplice basta moltiplicare il numero di uomini medio previsto per il numero di giorni che occorrono per completare i lavori. Una squadra di tre persone per la durata di 60 giorni lavorativi equivale a 180 uomini/giorno. Risulta chiaro come 200 uomini/giorno non sia un termine così lontano dalla normalità dei cantieri di piccole ristrutturazioni.

La nuova CILA è più chiara rispetto alla precedente

Una volta superato l’approccio, tocca riconoscere che i nuovi moduli CILA necessari per la manutenzione straordinaria a Milano sono più chiari e a favore degli utenti rispetto ai precedenti.
Sono discutibili però i metodi e i tempi con i quali sono stati introdotti dal Comune e dai suoi organi, che in alcuni casi non hanno lasciato nemmeno un periodo di transizione in cui dovevano poter essere accettati entrambi.

 

Operiamo principalmente in PROVINCIA DI MILANO:

Assago, Buccinasco, Cesano Boscone, Corsico, Lacchiarella, Opera, Rozzano, Zibido San Giacomo…..

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